venerdì 11 agosto 2017

Villa La Quiete

"La Quiete che pacifica i venti"
Villa la Quiete, citata nel catasto fiorentino del 1427, deve il suo nome attuale all’affresco La Quiete che pacifica i venti, dipinto nel 1632 da Giovanni da San Giovanni. Acquistata nel 1432 dal capitano di ventura Niccolò da Tolentino, passò nel 1453 a Pierfrancesco di Lorenzo de’Medici. Il complesso rimase di proprietà dei Medici fino al 1561. In quell’anno Cosimo I assegnò l’intero edificio all’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, che lui stesso aveva istituito. Nel 1627 arrivò la granduchessa Cristina di Lorena, moglie di Ferdinando I de’Medici, e famosa per delle quattro Lettere Copernicane che  Galileo Galilei le indirizzò.
Nel 1650 la villa venne acquistata da Eleonora Ramirez del Montalvo, fondatrice della Congregrazione laica delle Ancille Minime della SS. Trinità. Che si era data il compito dell’educazione religiosa e della formazione culturale delle fanciulle fiorentine di famiglia nobile.
Su commissione della granduchessa Vittoria della Rovere, protettrice della Congregazione delle Montalve, nel 1688 fu costruita e consacrata la chiesa della villa.
Negli anni ’90 del 600 vennero eseguiti importanti lavori di ampliamento e la corrispondente realizzazione di ambienti di servizio come la ‘stanza del bucato’, il forno, il nuovo parlatoio, le stanze per le educande nonché il corridoio che collega il coro basso della chiesa con il parlatoio.
Tra il 1691 e il 1720 infine venne edificata la zona verso est che delimitava il prato dell’Educazione e negli anni 1712-20 si compiva l’ampliamento a sud e la realizzazione del primo cortile chiuso detto ‘della magnolia’.
Dal 1716 la granduchessa Anna Maria Luisa de’Medici, l’Elettrice Palatina figlia del granduca Cosimo III, assunse il patronato delle Montalve scegliendo La Quiete come luogo di villeggiatura e ritiro spirituale nei mesi estivi. Risalgono a questo periodo le sale affrescate al piano terreno e la sistemazione del giardino all’italiana, giudicato ancora oggi tra i giardini medici più belli e meglio conservati. 
[…] Con le soppressioni attuate dal governo dei Savoia nel 1864, villa la Quiete divenne di proprietà statale, ma le Ancille della SS Trinità poterono continuare a risiedervi e portare avanti la loro opera di istruzione delle fanciulle. Diversa invece fu la sorte del complesso di San Iacopo di Ripoli in via della Scala, la sede cittadina dell’educandato che, divenuto di proprietà del Demanio e destinato a divenire una caserma, dovette essere abbandonato dalle Montalve. Si rese così necessario un ampliamento della villa per poter ospitare le consorelle in città, le opere d’arte, gli arredi e i paramenti sacri che queste avevano portato con sé da via della Scala.
Fino alla prima metà del Novecento il Conservatorio Femminile de La Quiete, godette di un notevole prestigio, ma, a partire dal Secondo Dopoguerra, in seguito ai profondi cambiamenti della società, questa secolare istituzione ha in gran parte perduto le sue prime finalità subendo una drastica diminuzione di iscrizioni.
Dal 1992 tutta la struttura passa all’Università degli Studi di Firenze. Nel 2008 l’immobile è acquisito dalla Regione Toscana e gestito, sulla base di un accordo con l’Ateneo, dal Sistema Museale dell’Università di Firenze.
[…]”
(Tratto dalla brochure e dai cartelli per i visitatori della villa)

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