lunedì 31 luglio 2017

Palazzina della Meridiana - Giardino di Boboli

Foto di Francesco Baciocchi


Dalle torri, lo spettacolo di Firenze Alla scoperta di porte, torri e mura della città.

Per la prima volta visite guidate al Baluardo a San Giorgio. Visite anche alla Torre della Zecca e Porta Romana.
A seguito della riapertura al pubblico di Torre San Niccolò, avvenuta nel 2011, e alla luce del grandissimo successo di pubblico che la riapertura di Torre
della Zecca e Porta Romana ha riscosso, continua anche per il 2017 il progetto di valorizzazione delle porte e delle torri cittadine.
Per  quest’estate quindi  – a partire dal “ponte” del 24 giugno  fino a settembre – il Comune di Firenze e l’Associazione MUS.E ripropongono quindi al
pubblico la visita di Torre San Niccolò, di Torre della Zecca e di Porta Romana, con una novità: l’apertura del Baluardo a San Giorgio.
I primi tre monumenti fanno parte dell’ultima cerchia muraria fiorentina, realizzata a partire dal 1284 per volere della Signoria di Firenze e il cui
progetto è legato al nome di Arnolfo di Cambio. Un’impresa grandiosa e impegnativa, tanto che i lavori si concluderanno solo nel 1333, avendo dato vita a un
circuito murario lungo più di otto chilometri e intervallato da quindici grandi porte di accesso, oltre a numerose torri di difesa.
Ecco le protagoniste:
Torre San Niccolò, porta maestra a ridosso dell’Arno edificata intorno al 1345, unica fra le torri ad aver mantenuto l’originaria altezza perché protetta
dalla collina di San Miniato: “regina delle torri” di cui i visitatori potranno gustarne la storia, pietra dopo pietra, per poi godere di una meravigliosa
vista sulla città.
Torre della Zecca, il cui nome ricorda il luogo dove venivano coniate le monete fiorentine grazie all’uso di magli azionati dal flusso dell’acqua del fiume.
La visita consentirà così di apprezzare la storia della torre ma anche di conoscere – tra fiorini, denari e quattrini –  le vicende della zecca cittadina, qui trasferitasi dalla primitiva collocazione nei pressi di Palazzo Vecchio per l’edificazione della Loggia dei Signori.
Porta Romana, originariamente dedicata a San Pier Gattolino (dal nome di una chiesa nelle vicinanze), la cui visita consentirà di percorrere anche uno dei pochi tratti di mura tuttora esistenti: il pubblico potrà entrare da via Gusciana, che un tempo ospitava le stalle dei fiaccherai e le botteghe degli scalpellini, per salire sul camminamento esterno delle mura e giungere alla “soffittona” della porta, realizzata negli anni Venti del Trecento su disegno di Jacopo Orcagna ma  sensibilmente abbassata nel Cinquecento per non diventare facile bersaglio delle artiglierie nemiche.
Infine il Baluardo a San Giorgio, costruito intorno al 1552 per volere di Cosimo I su disegno di Giuliano di Baccio d’Agnolo nell’ambito di un massiccio potenziamento militare della città. Di forma trapeizodale, venne addossato alle trecentesche mura medievali e fu probabilmente realizzato qualche decennio prima in terra battuta da Michelangelo Buonarroti in occasione dell’assedio di Firenze da parte delle truppe imperiali nel 1529-1530. Attualmente è in uso alla Compagnia Balestrieri Fiorentini. Aggiornamento: posti per le visite al Baluardo esauriti
La Torre di San Niccolò come di consueto sarà aperta tutta l’estate, fino al 31 agosto. Le altre torri saranno visitabili ciascuna in 4 date, una volta al mese. Di seguito i dettagli:
Torre San Niccolò: tutti i giorni fino dal 24 giugno al 31 agosto h17/20, dal 1° al 30 settembre  h16/19 visite guidate ogni 30’. Chiuso i giorni 12 e 13 settembre.
Baluardo a San Giorgio (via Belvedere 2): 8 luglio (h17-20) – 12 agosto (h17-20) – 9 settembre (h16-19)- 7 Ottobre (h15-18) visite guidate ogni 60’ 

Per chi: per tutti, a partire dagli 8 anni
Quanto: €4,00 cad.  (gratuito ˂18 anni, guide turistiche e interpreti, membri ICOM, ICOMOS e ICCROM)

In caso di pioggia il servizio è annullato. Si consiglia la prenotazione.
Le torri ad eccezione del Baluardo a San Giorgio non sono accessibili ai disabili motori.
http://musefirenze.it/torri-di-firenze-2017/

Proverbio Toscano del Giorno

"Chi è stato battezzato con l'acqua del fosso puzza sempre di umido"

È arrivato il bus FB, la navetta dell’arte!

In tanti lo avevano chiesto, finalmente è arrivato: da oggi nasce la linea estiva Ataf FB,
che collega il centro alla mostra “Ytalia” al Forte di Belvedere
Il Forte di Belvedere è meraviglioso, domina la città dall’alto. Però raggiungerlo non sempre è
semplicissimo: per chi non è allenato, o per chi soffre il caldo, la salita da Costa San Giorgio
o da Via dei Bastioni può risultare sfiancante.
Ma da oggi finalmente è arrivata una soluzione comoda ed economica: è infatti nata la linea
Ataf “FB”, che collega il centro storico con le colline panoramiche di Firenze e in particolare
con il Forte di Belvedere e con Villa Bardini, sedi di mostre d’arte di rilievo internazionale.
Un progetto costruito dal Comune di Firenze, in collaborazione con MUS.E e la Fondazione Cassa
di Risparmio di Firenze, che attraversa l’Oltrarno e vi accompagnerà dritti fino alle
mostre più importanti dell’estate.
Come funziona il servizio? Dal 18 luglio al 1° ottobre un bus Ataf effettuerà 15 coppie di corse al giorno – una ogni 30 minuti – dalle 10 alle 19 tutti i giorni dal martedì alla domenica. Un capolinea sarà in piazza Pitti, l’altro al Forte di Belvedere.
Il tragitto, a partire da Piazza Pitti, toccherà via dei Bardi, Piazza dei Mozzi davanti al Museo
Stefano Bardini dove è in corso la mostra Glenn Brown. Piaceri Sconosciuti, effettuerà una
fermata in Porta San Miniato, nel centro del quartiere di San Niccolò, per “arrampicarsi” poi
lungo i bastioni fino al Forte di Belvedere. Da via di San Leonardo, varcato il cancello, vi
potrete immergere direttamente nel cuore della mostra YTALIA.
Dal capolinea di Via San Leonardo è inoltre possibile raggiungere in pochi passi anche Villa
Bardini, dove è stata da poco inaugurata l’esposizione “Lloyd. Paesaggi toscani del
Novecento”.
Dopo aver visitato le mostre e ammirato Firenze dalla più bella terrazza della città, l’autobus
vi accompagnerà di nuovo verso il centro con un giro panoramico sulle colline: Viale Galilei,
Viale Machiavelli, Porta Romana in piazza della Calza, Via Romana, piazza San Felice. Ultima
fermata, di nuovo in in Piazza Pitti.
Si sale a bordo con il normale biglietto della Scarl ATAF&Li-nea, acquistabile ai distributori,
nelle edicole, in tabaccheria, via sms.
La nuova linea “FB” è stata pensata per offrire un servizio ai tanti fiorentini e turisti che
desiderano visitare la mostra “Ytalia. Energia Pensiero Bellezza”, al Forte di Belvedere fino
al 1° ottobre, e la mostra “Lloyd. Paesaggi toscani del Novecento”, che si apre il 14 luglio
a Villa Bardini.
http://musefirenze.it/ytalia/e-arrivato-il-bus-fb-la-navetta-dellarte/

Firenze

Foto di Francesco Baciocchi

sabato 29 luglio 2017

venerdì 28 luglio 2017

giovedì 27 luglio 2017

La chiesa di Santa Margherita de’Cerchi e lo zabaione



“[…] Nella chiesa di Santa Margherita de’Cerchi […] ha sede la venerabile Compagnia dei “Quochi” (con la Q) dedicata a San Pasquale Baylon – nome derivato da quello della festività religiosa della Santa pasqua – morto in Spagna a Villareal il 17 maggio 1592. San Pasquale è il patrono universale dei cuochi e dei pasticcieri. Nella chiesa, davanti all’altar maggiore, è tuttora visibile lo storico sepolcro della compagnia. Il termine Zabajone, infatti , secondo una leggenda trarrebbe origine dal nome del frate, San Pasquale de Baylon che in dialetto torinese abbreviato diventò San Bajon, italianizzato poi in Zabaione. San pasquale è anche protettore delle donne, in particolare, in particolare di coloro che cercano marito. In antico era diffusa anche una preghiera che recita: “San pasquale Baylon, protettore delle donne, mandami un marito, bianco rosso colorito, ma deve essere tale e quale, come te San pasquale”. A San Pasquale è inoltre attribuita l’invenzione del corroborante “zabaione”. […]”
(Testo tratto da: “A zonzo per Firenze”, di Luciano e Riciardo Artusi, pubblicato su Il Reporter di aprile 2017)

Fino al 24 settembre - Flowers: flowers orto botanico

A cura di Alessandra Porfidia, Giandomenico Semeraro, Vincenzo Ventimiglia

Con la seconda edizione della mostra d’arte contemporanea Flowers, si consolida ulteriormente il rapporto tra l’Accademia di Belle Arti di Firenze ed il Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, l’Orto Botanico "Giardino dei Semplici" che è, infatti, sede della mostra.

Se il titolo, Flowers, è logico, dovuto omaggio al luogo che ospita le opere dei giovani artisti provenienti da Piazza S. Marco, il sottotitolo per l’occasione di quest’anno è Habitat. Esso andrà inteso in senso ampio, allo stesso tempo come contenitore delle opere – l’Orto Botanico nelle sue più diverse suggestioni – e come contenuto – per via dei molteplici riferimenti ai modi del vivere oggi l’Ambiente.

Come per l’edizione 2016, le opere sono state progettate e realizzate per gli spazi del Giardino dei Semplici dietro la guida dei professori, ben facendo tesoro dell’esperienza acquisita, ed avendo in più un preciso riferimento tematico: così vale per gli esterni, come pure per la Serra Calda o, ancora, per le fontane. Accordandosi a tale specifico riferimento, i materiali usati e le tecniche esecutive sono i più diversi, dai tradizionali, legno, terracotta, ferro, ai più attuali come le installazioni e i video.

Informazioni e prenotazioni
29 Giugno 2017 - 24 Settembre 2017 lunedì, martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica, 10-19. Chiusura: mercoledì.
Sede:
   
Giardino e Serra Calda | Orto Botanico, via P.A. Micheli, 3 Firenze
Organizzazione:
   
Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze e Accademia di Belle Arti di Firenze

   
Il biglietto di € 3 include l’accesso all’Orto Botanico   

Proverbio Toscano del Giorno

"Quando il villano è alla città, gli par d'essere il potestà"

mercoledì 26 luglio 2017

Tramonto fiorentino

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli"

martedì 25 luglio 2017

Profilo inedito di Cosimo I

“[…] Cosimo I, che restaurò il ramo cadetto della dinastia dopo la caduta della Repubblica e l’assassinio di Alessandro, possedeva la freddezza e l’astuzia felina della tribù. Suo padre, Giovanni dalle Bande Nere, a giudicare dalla brutta statua  del Bandinelli davanti a San Lorenzo, somigliava a un gatto selvatico ammiccante o a un leone di montagna. Fisicamente Cosimo prese da lui, ma non eredità nulla della sua audacia e del suo nobile  impeto. Gatto domestico e crudele a caccia di topi (quando volle avvelenare Pietro Strozzi provò i veleni sui prigionieri del bargello e fece assassinare Lorenzino dai suoi agenti di Venezia con un pugnale avvelenato), fu un tassatore spietato e un puritano feroce. Durante il suo tetro regno furono votate aspre leggi contro la sodomia e la bestialità; egli volle circondarci di una corte casta, ponendosi a modello per la sua cronica fedeltà alla consorte Eleonora di Toledo. Non si fidava dei fiorentini e per i traffici politici di corridoio si valse del seguito spagnolo della moglie: lo zio di lei, fratello del Viceré di Napoli, e vari prelati. Lo storico Segni (che non parteggiava per i Medici) scrisse:<<Egli certo infra molte sue virtù aveva quella della temperanza. Nel modo del suo governo era inviolabile nelle esecuzioni della giustizia, ma non già troppo risoluto, però dava udienza poco e negoziava per via di suppliche>>. Il Segni prosegue dicendo che Cosimo spese cifre favolose in ufficiali, spie, spagnoli, e donne che <<accudissero a Madama>>, e in seguito ad accrescere il numero di guardie per sé e delle spie degli altri. Pure, fu proprio questo casto e circospetto governatore a radunare la raccolta di allusive sculture del Cellini e del Bandinelli, ora esposte al terzo piano del Bargello: una leda, due Ganimedi, un Narciso e un Giacinto. E si racconta la storia spaventosa di una scena vissuta dal pittore di corte Vasari, in una sala di Palazzo Vecchio, che il Granduca lo aveva incaricato di affrescare. Un caldo giorno d’este vasari stava in piedi su un’impalcatura a dipingere il soffitto quando vide la figlia id Cosimo, Isabella, entrare nella stanza, buttarsi sul letto e poi addormentarsi. Mentre la fanciulla dormiva, entrò d’improvviso nella stanza il Duca Cosimo e a un tratto il vasari udì un grido terribile proveniente dal eletto. Dopodiché prosegue il racconto, egli non guardò più da quella parte ma fu costretto a restare nascosto sul soppalco, non sentendosi più disposto a dipingere per quel giorno.
Questo racconto, narrato da un cronachista più tardo, e probabilmente inventato, ha tuttavia nella sua succinta brevità il suono del vero.
[…]”
(Mary McCharthy, Le pietre di Firenze, 1956)

Fino al 17 settembre - Orto Botanico: Rose e foglie, su una linea di silenzio

La cornice storica delle Serre dell’Orto Botanico di Firenze ospita dal 9 giugno al 17 settembre 2017 le opere di Sergio Gagliolo con una personale dagli anni ’60 al presente.

La mostra, ideata e curata da Elisabeth Veermer propone un panorama di trentacinque opere che convivono in silenziosa sintonia, gettando macchie infiammate di color bougainville sul chiaro dei muri, alternandosi con l’avorio prezioso dei roseti e con il verde robusto degli ulivi che hanno riempito gli occhi di Gagliolo in tutte le stagioni, davanti alle finestre del suo studio sulle colline sopra Bordighera, partendo dal primo dipinto “Foglie” del 1961, uno dei preferiti di Ennio Morlotti, ad alcune tele di collezioni private degli anni ‘80 e ‘90 fino ad opere più recenti dell’atelier dell’artista.

Nel corso di oltre sessanta anni di pittura Sergio Gagliolo, artista di Bordighera, amico stretto di Ennio Morlotti, Francesco Biamonti e Giulio Einaudi, si è concentrato sulla dinamica benefica tra la terra, la vegetazione e il cielo, attribuendo alla sua arte un valore etico prima che poetico.

Alla svolta di un’epoca, suona quasi d’avanguardia quando un artista tenta di dare esauriente risposta alla domanda quanto un paesaggio sia capace di tradursi in arte, di offrire una bellezza nascosta, un’armonia silenziosa, persino felicità.

Il rapporto di Gagliolo con la Liguria di Ponente, con la terra del confine e con la sua materia reale, è di una delicata simbiosi.

Oltre alla vegetazione, egli predilige elementi ricorrenti come la pietra, il legno, gli anfratti di una fisicità architettonica all’origine di una cultura contadina. Eppure, si percepisce la loro logica concettuale, la sospensione che ferma il tempo, invitando ad un modo diverso di osservare la natura, di ripensarla.

Alla ricerca eterna del principio unitario che governa le opere dell’uomo e della natura, Gagliolo si affida al linguaggio dell’arte che lo incoraggia a perseverare nel suo ostinato percorso.

Le rose, i muschi, gli ulivi, i cespugli sono quelli di un tempo, ma la sua pittura, con uno sguardo che va oltre, apre a nuovi registri di conoscenze incrociate tra la botanica e l’antroposofia.

La mostra ha il patrocinio del Consiglio Regionale della Regione Toscana e del Comune di Firenze.

Gagliolo nasce a Bordighera nel 1934. Giovanissimo, frequenta lo Studio del Pittore Enzo Maiolino e più tardi i corsi di pittura presso l’Accademia diretta dal pittore Giuseppe Balbo in Bordighera. Nel 1953 frequenta un breve corso di nudo presso l’Accademia di Brera a Milano.
 Negli anni Settanta è al Piccolo Teatro di Milano, conosce Giorgio Strehler e Virginio Puecher, ma è a Roma che realizza bozzetti di scenografia per un’allieva che frequenta il corso di regia all’Accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico. Il soggetto dei bozzetti è “Alle cinque della sera” di Garcia Lorca.

Nel 1960 conosce il pittore lombardo Ennio Morlotti e tra i due nasce un rapporto di lunga amicizia e di stima. Morlotti negli ultimi anni frequentava spesso lo studio di Gagliolo e molte volte capitava che i due andassero a dipingere insieme in aperta campagna.

Dal 1974 al 1985 ha lo studio a Milano, in via Correggio 12. Attualmente, vive e lavora a Vallebona, incorporando la memoria storica della vita artistica ancora fiorente nella metà del Novecento ai confini della Liguria del Ponente.

Sergio Gagliolo ha partecipato a numerose esposizioni collettive in Italia tra cui Albisola, Aqui Terme, Busto Arsizio, Campobasso, Napoli, Sanremo, Parma, Reggio Emilia, Siculiana, Siracusa, Ventimiglia e all’estero come a Monte Carlo, Nizza, Düsseldorf, negli Emirati Arabi.  Le sue opere s trovano in collezioni private e pubbliche, tra cui a Scicli, Spoleto, Napoli, Bordighera.



Informazioni e prenotazioni
9 giugno – 17 settembre 2017 lunedì, martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica, 10-19. Chiusura: mercoledì
Sede:
  
Orto Botanico, via Micheli 3 Firenze
Organizzazione:
  
Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze

  
Il biglietto di € 3 include l’accesso all’Orto Botanico

25 Luglio - le Murate - AZULEJOS DANZA

MARTEDI' 25 LUGLIO


    h 21:30 Danza

AZULEJOS DANZA
Flamenco Contemporaneo Orientale con Ivana Caffaratti e Manuela Rapi.
Partendo dalla loro esperienza in vari generi di danza, le due danzatrici presentano un mosaico di danze che richiama culture diverse unite da un filo conduttore, un percorso nello spazio e nel tempo, dall?Asia alla Spagna attraverso il mondo arabo, che approda ad una visione contemporanea della Danza in cui i confini geografici e quelli stilistici si fanno sempre più sottili.
AzulejosDanza è composto da due danzatrici professioniste, una argentina e l?altra italiana, che iniziando tutt'e due da piccole con la danza classica in paesi lontani tra loro, hanno seguito percorsi diversi per incontrarsi poi a Firenze nell'ambito della Danza Araba dove hanno creato il Flamenco Contemporaneo Orientale, frutto della fusione delle loro esperienze nei vari generi di danza.

Ivana Caffaratti. Nata in Argentina, laureata in Psicologia all'Università Autonoma di Madrid, studia Danza Classica nel Teatro General San Martin a Cordoba, Argentina (1985-1990). Scopre la Danza Orientale nel 1997. Attualmente è danzatrice professionista ed insegnante a Firenze dove tiene corsi per tutti i livelli. Collabora con diversi gruppi musicali ed artisti in Italia ed in Spagna. Si dedica attivamente alla Danza Contemporanea e partecipa regolarmente a seminari di Danze Sacre di Gurdjieff, lavorando sulla coscienza e presenza a livello fisico, emozionale e intellettuale. Insegnante di Yoga diplomata presso l'Associazione Yoga Tradizionale di Swami Ambikananda Saraswati nel 2012.

Manuela Rapi. Danzatrice professionista e maestra di Flamenco, Danza Espressiva Araba®, classico spagnolo, Gypsy e Flamenco-Arabo. Laureata in Lettere a Firenze, insegna Flamenco dal 1995. Attualmente tiene corsi e stage di Flamenco Nuevo, scrive su riviste del settore e di Cultura Contemporanea e studia danza contemporanea. Ha studiato danza classica sin da piccola e si è formata per la danza spagnola nella più prestigiosa Accademia Flamenca madrilena e successivamente a Siviglia. Dopo il debutto al Teatro Rinnovati di Siena ed al Festival di San Gimignano nel 1991 con la Compagnia Italiana di Balletto Spagnolo di J. Fernando Hiram, danza nei principali festival, piazze e teatri toscani in gruppo e come solista. Dal 2005 si dedica anche alla Danza Orientale ed al Flamenco-arabo.
https://plus.google.com/u/1/+AzulejosDanzaflamencoriental
Caffè Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
caffeletterario@lemurate.it
(+39) 055 2346872
www.lemurate.it

Proverbio Toscano del Giorno

"Ognuno patisce del suo mestiere"

lunedì 24 luglio 2017

sabato 22 luglio 2017

22 luglio - Botanica / Deproducers a ingresso libero e concerto all’alba di Cesare Picco Ultima notte al Musart Festival di Firenze

BOTANICA
DEPRODUCERS
Gianni Maroccolo, Max Casacci, Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia
Con la consulenza scientifica del Prof. Stefano Mancuso
Sabato 22 luglio 2017 - ore 21,15
Musart Festival – piazza SS Annunziata – Firenze
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
Info e prenotazioni www.labuonapianta.it - www.musartfestival.it

CESARE PICCO
Domenica 23 luglio 2017 - ore 4,45
Musart Festival – Chiostro degli Uomini - Istituto degli Innocenti - Piazza SS. Annunziata
Biglietto posto unico: 11 euro
Prevendite Box Office Toscana www.boxofficetoscana.it (tel. 055 210804) e BoxOl www.boxol.it
Info tel. 055.667566 - www.musartfestival.it

Un concerto-spettacolo a ingresso gratuito (con prenotazione obbligatoria) dedicato all’universo vegetale e un suggestivo live alle prime luci dell’alba. Il Musart Festival in programma in piazza della Santissima Annunziata a Firenze si chiude sabato 22 luglio con il progetto Botanica dei Deproducers e le atmosfere rarefatte di Cesare Picco. Una lunga serata, dopo una settimana di concerti, visite a luoghi d’arte, mostre.

A salire sul palco alle 21,15 sono i Deproducers, eccezionale collettivo musicale formato da Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia, Gianni Maroccolo e Max Casacci, di nuovo insieme con “Botanica”, progetto prodoto da Aboca che vede la partecipazione e la consulenza scientifica del Prof. Stefano Mancuso, tra le massime autorità mondiali nel campo della neurobiologia vegetale e autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche sulla fisiologia e sul comportamento delle piante.

Aboca, riferimento internazionale nella ricerca sui complessi molecolari vegetali, ha sposato immediatamente l’idea: raccontare con suoni, musica e parole, le caratteristiche del mondo vegetale, in modo semplice e approfondito.

Attraverso brani e temi musicali inediti, video proiezioni originali di Marino Capitanio e scenografie di Peter Bottazzi, i Deproducers e Stefano Mancuso svelano “i sensi” delle piante e li trasformano in racconto. Le piante “sentono”, provano emozioni, elaborano strategie e prendono decisioni. Una narrazione che vive di musica e parole ma anche della meraviglia che suscita negli spettatori.

Lo spettacolo si inserisce nel progetto “A seminar la buona pianta”, eventi e approfondimenti voluti da Aboca per contribuire a uno sviluppo sostenibile.

Come detto lo spettacolo è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. E’ possibile prenotarsi online sul sito www.labuonapianta.it o ritirare il proprio biglietto-invito gratuito presso tutti i punti vendita del Circuito Regionale Box Office (http://www.boxofficetoscana.it/punti-vendita). L'accesso alla piazza dalle ore 20, la prenotazione per i posti riservati verrà garantita fino alle ore 20.30. Successivamente l'ingresso sarà consentito fino ad esaurimento posti.

CESARE PICCO, CONCERTO ALL’ALBA - Musart Festival si conclude alle prime luci di domenica 23 con il concerto per piano solo di Cesare Picco. Appuntamento alle ore 4,45 nel Chiostro degli Uomini, all’interno dell’Istituto degli Innocenti. Scenario e momento perfetti per immergersi in un repertorio che attraversa generi e tradizioni, portando al pubblico la freschezza, l'intensità e la potenza di un pianismo molto intenso: approccio spirituale e profondo che non disdegna la leggerezza della melodia.

Il biglietto costa 11 euro, con colazione inclusa, servita al termine dello spettacolo nell’attiguo Salone Brunelleschi. Prevendite in corso nei punti www.boxofficetoscana.it/punti-vendita tel. 055.210804 e online su www.boxol.it.

Pianista improvvisatore a suo agio tra i beat elettronici come tra i suoni di un’orchestra barocca, Cesare Picco è da sempre sperimentatore trasversale in ogni ambito musicale. Dal 1986 porta la sua musica nei più importanti festival e teatri del mondo. Tra i tanti progetti impossibile non ricordare il “BLIND DATE- Concert in the Dark”, concerto da lui creato, unico al mondo, nel quale artista e pubblico sono immersi nel buio assoluto. Su questa esperienza ha scritto il libro “Musica nel buio”. Il prossimo autunno 2017 è prevista l’uscita della sua nuova produzione discografica “Kozmo”.
 
Musart Festival è una produzione Prg Firenze promossa da Comune di Firenze-Estate Fiorentina 2017, Camera di Commercio Firenze, Toscana Promozione Turistica. Con il sostegno di Unicoop Firenze, Sammontana, Findomestic Banca, Publiacqua, Petti, Prinz, Le Chiantigiane, Caffè Cesare Magnelli.

www.musartfestival.it

Info Musart Festival Firenze
Piazza della Santissima Annunziata - Firenze
Info tel. 055.667566 – www.musartfestival.it
www.bitconcerti.it

Musart Festival
ARTE e PERCORSI EMOZIONALI – Musart Festival propone una sinergia tra musica e arte. Durante le sei serate, gli spettatori possono visitare gratuitamente, dalle ore 20 fino ad inizio spettacoli, alcuni dei luoghi d'arte più significativi che si affacciano su piazza della Santissima Annunziata e piazza Brunelleschi, poco distante. “Percorsi emozionali’ che si dipanano attraverso giardini, luoghi di culto, palazzi monumentali: tra questi l’Istituto degli Innocenti, la Chiesa di San Francesco Poverino, il Giardino del Museo Archeologico, la Basilica di Santissima Annunziata, la Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze, la Mensa della Caritas Diocesana – San Francesco.

CONVENZIONI - Grazie all’iniziativa promossa da Findomestic Banca, i possessori del biglietto di uno dei concerti possono accedere alla mostra “Bill Viola. Rinascimento elettronico” (Firenze, Palazzo Strozzi, fino al 23 luglio) con un biglietto d’ingresso ridotto a 9,50 euro (intero 12 euro).
Giardino del Museo Archeologico: fino al 31 agosto ingresso gratuito per under 25 e biglietto ridotto a 2 euro per tutti gli altri.
Istituto degli Innocenti: fino al 31 agosto biglietti ridotti a 5 euro (anziché 7 – biglietto ridotto a 8 euro con audio guida).

MOSTRA FOTOGRAFICA | BECAUSE THE NIGHT – Fino a domenica 23 luglio nel Salone Borghini dell’Istituto degli Innocenti (orario 10/21,30 – dom 23/7 orario 10/19 – ingresso libero) si può visitare la seconda edizione della mostra “Because The Night - 40 anni di grandi concerti”, a cura Edoardo Zucchetti. Dedicata ai cantautori italiani, l’esposizione presenta gigantografie, poster, video e materiali promozionali dei grandi concerti svoltisi a Firenze nei 70/80: tra gli altri Vasco Rossi, Gianna Nannini, Zucchero, Pino Daniele, Ivano Fossati, Francesco De Gregori, Lucio Dalla… Dagli archivi di New Press Photo, Saulo Bambi, Claudio Gulglielmi.

TRAFFICO, BUS, PARCHEGGI E TAXI - Piazza della Santissima Annunziata è situata in un’area interdetta al traffico privato, non distante dai viali di circonvallazione di Firenze. Il parcheggio dedicato è Parterre di Firenze Parcheggi, accesso da via Madonna Della Tosse, 9 (costo 2 euro l’ora - tariffa giornaliera 10 euro). Il parcheggio riservato ai Gold Package è Garage Italia, in via Fiesolana 19. Piazza San Marco è la fermata Ataf (autobus di linea) più vicina alla piazza. Radio Taxi Socota TEL. 055.4242, Co.Ta.Fi 055.4390. Chiusura area concerto dalle ore 19.

INFO E AGGIORNAMENTI – Informazioni e aggiornamenti sul sito ufficiale www.musartfestival.it, sulla pagina ufficiale Facebook e al numero 055.667566.

CREDITS - Musart Festival è una produzione Prg Firenze promossa da Comune di Firenze-Estate Fiorentina 2017, Camera di Commercio Firenze, Toscana Promozione Turistica. Con il sostegno di Unicoop Firenze, Sammontana, Findomestic Banca, Publiacqua, Petti, Prinz, Le Chiantigiane, Caffè Cesare Magnelli.

Deproducers / Botanica sul web
www.labuonapianta.it
http://www.aboca.com
http://deproducers.com
http://twitter.com/iDeproducers
www.facebook.com/deproducers
www.instagram.com/deproducers

Guarda il video di Deproducers / Botanica
www.youtube.com/watch?v=zETWcnftAMc

Biglietti Deproducers / Botanica
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria
Prenotazioni online www.labuonapianta.it o ritirare gratuito presso i punti vendita del Circuito Regionale Box Office (http://www.boxofficetoscana.it/punti-vendita). L'accesso alla piazza dalle ore 20, la prenotazione per i posti riservati verrà garantita fino alle ore 20.30. Successivamente l'ingresso sarà consentito fino ad esaurimento posti
 
Cesare Picco sul web
www.cesarepicco.com
www.facebook.com/cesarepiccomusic
www.instagram.com/cesarepicco/
https://twitter.com/cesarepicco

Guarda il video di Cesare Picco /Blind date
https://www.youtube.com/watch?v=P7pFCwBR-10

Biglietto  Cesare Picco
Posto unico 11 euro, colazione inclusa
Prevendite in corso nei punti www.boxofficetoscana.it/punti-vendita tel. 055.210804 e online su www.boxol.it.

Prevendite
Box Office Toscana www.boxofficetoscana.it (tel. 055.210804)
Boxol www.boxol.it

Sconti e riduzioni
I bambini sotto i 4 anni di età entrano gratuitamente accompagnati da un adulto, in numero di un/a bambino/a per ogni adulto, ma non hanno diritto ad occupare un posto a sedere. Non sono ammessi carrozzine, passeggini, ovetti e supporti vari.

giovedì 20 luglio 2017

Botticelli "piagnone" beniamino dei Medici

“[…] Secondo alcuni scrittori, Botticelli divenne un <<piagnone (il nome irrisorio con cui venivano chiamati i seguaci del frate Savonarola) ma solo dopo il martirio del Savonarola. Nella National Gallery londinese vi è un misterioso dipinto del Botticelli noto col titolo L’adorazione mistica, che può essere interpretato come un’enigmatica allusione al martirio e alle profezie del monaco. […] . Sia vero o no che Botticelli diventasse un <<piagnone>> come Lorenzo di credi e Fra Bartolomeo e rinnegasse i suoi nudi pagani, come fece più tardi l’Ammannati, è certo che l’atmosfera delle sue ultime opere è inasprita da una violenta tensione. Una qualche lotta interiore, tipicamente fiorentina, dovette insediarsi nell’animo di questo artista, che fu chiaramente, in ogni caso, uomo di vaste contraddizioni, se si pensa che la sua bottega dalla quale sorgevano tante Vergini languide e sognanti erano centro famoso di burle e di <<beffe>> fiorentine.
Dopo la Primavera  e la Venere un realismo aspro, asciutto, nervoso, comincia a inacerbare le sue forme, ancora lievi, alla prima occhiata, e dolcemente, voluttuosamente pensose nello stile che gli era proprio: i soffici ricci dorati si appesantiscono e più gravi diventano i panneggi, come nei gesti mimati di una tediosa sciarada. Nel 1480 egli dipinse per la chiesa di Ognissanti un grande affresco angoloso in strani toni di giallo e di grigio raffigurante Sant’Agostino nel suo studio; quest’opera rivela una drammatica simpatia col santo proto-calvinista. Al tempo del piccolo dipinto intitolato Calunnia (1490; savonarola fu giustiziato nel 1498), la metamorfosi è compiuta. Una fredda, maligna bruttezza emana dalle figure di questa composizione neo-classica, dove un Giudice Ingiusto, con orecchi d’asino, seduto su un trono, è assistito dalla ignoranza e dal Sospetto, mentre l’Odio conduce la Calunnia, che porta la torcia della Verità e trascina per i capelli l’Innocenza, una giovane donna seminuda.. la Calunnia è seguita dalla Frode e dall’Invidia che intrecciano rose nei suoi capelli ramati. Dietro di loro avanza il Rimorso, una vecchia vestita di nero, e la Verità Nuda, con lunghi biondi capelli disciolti, che immobile come una statua alza l amano destra ad additare il Cielo, in un gesto fatidico. Nello sfondo, dietro le arcate di una pesante architettura classica appare un mare verde-pallido, che rammenta, come la figura della Verità, la Nascita di Venere. Questo richiamo al passato è come un rimbalzo vendicativo sul Botticelli arcadico, più antico; la Calunnia è un Arcadia divenuta violenta e paranoide.
Tale, in ogni suo gesto, è la pittura puritana per eccellenza : fredda, declamatoria, programmatica, affatto priva della nordica fantasia delle <<tentazioni>> di Bosch, per esempio, dove almeno il demonio è fertile. Botticelli fu il pittore beniamino dei Medici, una famiglia in cui il puritanesimo si combinava o si alternava con una sensualità animalesca e la freddezza con la genialità. Cosimo il Vecchio era freddo, abile e ascetico; era un uomo che sapeva aspettare, una caratteristica felina che ricompare in Cosimo I e nella giovane Caterina, gli accaparratori di potere della famiglia. D’altro canto, invece, il figlio del vecchio Cosimo, Giovanni, era un sibarita che viveva alla giornata e morì di indigestione. Lorenzo il Magnifico fu <<incredibilmente dedito alla soddisfazione di una passione amorosa>>, per esprimersi come Roscoe, il suo biografo settecentesco; la sua sensualità era incontrollata, una perpetua smania taurina. Tre Medici furono fisicamente attraenti: il bel Giuliano e suo figlio, papa Clemente, e il cardinale Ippolito, che fu ritratto da Tiziano in abiti ungarici. Lorenzo, anche nei suoi ritratti che a quanto si tenderebbero a migliorarlo, ha un fisico curioso; con i capelli neri e lisci, il labbro superiore lungo e sottile, il naso aquilino e la carnagione olivastra, è simile ad un capo Sioux. Era molto miope, aveva una voce aspra e sgradevole, e praticamente era privo del senso dell’odorato; come tutti i Medici, soffriva di gotta. Suo padre, Piero il Gottoso, ne rimase zoppo per tutta la vita. Lorenzo duca d’Urbino, il padre di Caterina de’Medici, morì di sifilide. […]”
(Mary McCharty, Le pietre di Firenze, 1956)

23 Luglio - Le Murate - Presentazione libro con autore: COLPISCI E SCAPPA

DOMENICA 23 LUGLIO

    h 18:30 Presentazione libro con autore
Mucho Mojo Club e Libreria Mucho Mojo (Via Giampaolo Orsini 21r – Firenze) presentano:

COLPISCI E SCAPPA
Casa Sirio Editore

Di e con Doug Johnstone
Presenta Martino Ferrario di Casa Sirio Editore. Un traduttore sarà presente.

Un thriller, un noir, il romanzo di un uomo che si sgretola sotto il peso delle azioni che ha compiuto. Un libro da cui non ci si può staccare, un libro che è stato ai primi posti delle classifiche inglesi e scozzesi.
Mescolando thriller e noir, Doug Johnstone ci regala il ritratto della vertiginosa caduta di un ragazzo verso l’abisso della psicosi.
«Un thriller esistenziale dove un uomo si sgretola mentre cerca di urlare la verità in un mondo di bugiardi. Una parabola brutale dei nostri tempi» Irvine Welsh
«Un noir strepitoso» Ian Rankin
Stai tornando a casa da una festa con tuo fratello e la tua fidanzata. Sei ubriaco fradicio, hai pure buttato giù parecchie pillole. Investi un uomo. È notte inoltrata, attorno a te solo silenzio e alberi. Decidi di nascondere il cadavere e scappare, denunciare l’incidente ti rovinerebbe la vita. Il giorno dopo ricevi una chiamata. Hai ucciso il signore del crimine di Edimburgo. È la tua responsabile a comunicartelo. La notizia non è ancora apparsa sui giornali, voi dell’Evening Standard l’avete in anteprima. Devi metterti in macchina e raggiungerla immediatamente. C’è un articolo da scrivere, un colpevole da trovare. La polizia pensa sia un regolamento di conti. Tu però conosci la verità. E non sei pronto ad affrontarne le conseguenze.

Doug Johnstone
Scrittore, musicista e giornalista scozzese. I suoi lavori hanno ricevuto l’apprezzamento di scrittori come Irvine Welsh, Ian Rankin e William Mcllvanney. Colpisci e scappa, pubblicato in UK da Faber&Faber, ha raggiunto il primo posto nella classifica dei bestseller di Amazon. Un successo poi confermato con il libro successivo, Gone Again, che sarà pubblicato da CasaSirio nel 2018.
Doug è uno dei co-fondatori dello Scotland Writers Football Club dove gioca con il numero 10. Ha una laurea in Fisica e un dottorato in Fisica Nucleare. Per quattro anni ha progettato radar.

Caffè Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
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21 Luglio - Presentazione libro con autore: MELTING POINT

VENERDI' 21 LUGLIO

    h 18:30 Presentazione libro con autore

MELTING POINT
Quarup Editore

Prefazione: Jonathan Coe
Traduzione: Andrea Sirotti, Elena Moncini
Con l’autore. Presenta Andrea Sirotti

Dieci racconti che, come altrettante sostanze, arrivano in questa straordinaria raccolta a fondersi in una sola miscela, unica e plurale. Generi e  trame che precipitano verso un centro, come uno sciame di stelle inghiottite dall’orizzonte degli eventi: melodramma, confessione, enigma, qui si incontra la vita narrata in tutte le sue forme; un mercante di frutta (piuttosto stupido) rivela lampi di genio; una donna, che in un indimenticabile notturno greco, smette le vesti del giorno per svelare la sua verità a una verdeggiante veste d’acqua; un corriere che deve spedire un pacchetto che diventa “vivo” durante il suo viaggio impossibile. La realtà si fonde e sprofonda nel sogno, che è proprio la mistura di cui siamo fatti: Baret Magarian lo sa, e lo sa dire, con la sua tecnica superba e la sua voce nuovissima e arcana.

Baret Magarian
Anglo-armeno. A Londra ha svolto l’attività di giornalista freelance, scrivendo recensioni e articoli per The Times, The Guardian, The Daily Telegraph, The Independent, The Observer, The New Statesman, e The Times Literary Supplement. È stato anche regista teatrale d’avanguardia (Il misantropo di Molière, e Cocktail Molotov, uno spettacolo di cabaret e canzoni). Si è poi trasferito in Italia, dove ha recitato in video musicali e trailer di film, ha cantato e suonato la chitarra in vari bar della Toscana.
È anche un compositore di musica per pianoforte che rivisita musica folk armena in chiave contemporanea. Ha pubblicato poesie su Collettivo R a Firenze, e sul Journal of Italian Translation a New York. Ha inoltre pubblicato narrativa breve in World Literature Today, Darker Times e sulle riviste online Sagarana e El Ghibli. Il monologo/racconto La tela del dolore è andato in scena a Firenze e Torino interpretato magistralmente dall’attore Roberto Zibetti. The Fabrications è stato appena pubblicato da Pleasure Boat Studio a New York.  Si tratta forse dell’opera più ambiziosa di Barert Magarian,  considerata da molti un capolavoro (Jonathan Coe, Mia Lecomte, Lee Foust; Andrea Sirotti).
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Fiorino sull’Arno - Lungarno Pecori Giraldi - Firenze: Il programma

PROGRAMMA
20 LUGLIO – 10 SETTEMBRE 2017



È tornato fino al 10 settembre Il Fiorino sull’Arno (Lungarno Pecori Giraldi – vicino al Ponte di San Niccolò, Firenze; info e prenotazioni 334 2863326), locale all’aperto che offre sette giorni su sette buona musica e intrattenimento di qualità, insieme a ottime pizze e altre specialità culinarie, soprattutto mediterranee e un fornitissimo bar. Si cena sempre dalle 20, ma la novità di quest’anno è che sarà imbandito, dalle 19, anche un aperitivo. Il tutto in uno spazio molto gradevole, in mezzo ad alberi secolari che proteggono dalla calura estiva. I concerti iniziano alle 21.30 e sono sempre ad ingresso libero.


Giovedì 20 luglio 21.30 BOB JAY & ABC Swing Trio. Roberto Uggiosi: chitarra e voce; Cris Pacini: sax; Gabriele Gai: batteria. Tre valentissimi musicisti esplorano lo swing degli anni d'oro di qua e di là dall'oceano, fra canzoni d'autore, ballads è qualche standard. Un viaggio emozionante e pieno di ritmo.


Venerdì 21 luglio 21.30 concerto Dario Cecchini - Riccardo Fassi. Dario Cecchini Sax Baritono, soprano Riccardo Fassi piano, tastiere. Un nuovo affascinante progetto musicale con due protagonisti della scena jazz italiana


Sabato 22 luglio 21.30 The Blenders, ovvero Luca Marianini (tromba & flicorno) e Michele Vitulli (Chapman Stick), presentano un concerto imperniato su famosi brani del repertorio internazionale (rock, pop, jazz, soul, reggae, ecc.) con arrangiamenti basati sull’incrocio tra le sonorità uniche del Chapman Stick e della tromba/flicorno, mescolando jazz, lounge, ambient e new age, in un cocktail sonoro di sicuro effetto tanto musicale, quanto visivo.



Domenica 23 luglio dalle 21.00 c'è l’ormai tradizionale e frequentatissima Milonga del Fiorino a cura di Tango Florido, una società senza fine di lucro specializzata nella progettazione di eventi internazionali, corsi e stage legati al tango argentino. Attiva da tempo, ha trasmesso la passione del tango a centinaia di persone e nuovi adepti conta di fare al Fiorino ogni domenica, facendo ballare esperti e neofiti.

Lunedì 24 luglio ore 21.00 ultima serata estiva al Fiorino a cura di Tuballoswing, con lezioni di ballo prima e social dance poi


Martedì 25 luglio 21.30 concerto Leonardo Brizzi , pianoforte – Nino Pellegrini, contrabbasso in “1994 – 2017: 23 anni di musica in teatro”. Un duo storico del teatro musicale che si ritrova per l'occasione, ripercorrendo la strada tracciata in un ventennio di collaborazione. Verrà proposta una selezione di brani originali e non tratta da spettacoli come “Pinocchio cha cha cha” (regia di Angelo Savelli), “Portraits” (regia di Maria Cassi), “Camminanti” (regia di Beppe Rosso), “Casa Agamennone” (regia di Marco Zannoni), “Disegnare una canzone” (regia di Sergio Staino).


Mercoledì 26 luglio 21.30 concerto Giulio Stracciati Trio. Senese, 13 album all’attivo, il chitarrista Giulio Stracciati svolge una corposa attività concertistica sviluppata in club, teatri e rassegne musicali, in cui ha l’occasione di suonare con musicisti come Enrico Rava, Paolo Fresu, Gilson de Silveira, Skip Hadden, Elvin Jones.


Giovedì 27 luglio 21.30 concerto LessJazz quartet. Camilla Less: voce, Giovanni Pecchioli: clarinetto, Carlo Bonamico: contrabbasso, Francesco Staccioli: chitarra. Un repertorio di standard Jazz e di swing anni 20, 30 e 40 eseguito da un gruppo con abbigliamento retrò. Effetto scenografico assicurato.

Venerdì 28 luglio 21.30 concerto Pietro Sabatini & Friends. Pietro Sabatini: voce, chitarra, bouzouki; Nico Grassi: chitarra, voce; Samuel Pellegrini: basso, voce. Il cantautore, già elemento dei Whisky Trail, porta ancora in tour il suo album «Aurelia allargata» (2016), dedicato alla famosa strada che ogni poco progettano di far diventare quasi una autostrada nella versione allargata, in cui trovano spazio figure storiche della zona (compresa la famosa staffetta partigiana massese Norma Parenti, medaglia d’oro al valor militare), e "Dark & White". Lo accompagnano i suoi «Bifolchi».

Sabato 29 luglio 21.30 concerto Davide Geddo. Davide Geddo: chitarra e voce, Dario La Forgia: basso, Matteo Ferrando: batteria. Prosegue senza soste l'"Alieni tour di Geddo, che promuove ancora il suo terzo album uscito nel 2016. Dopo essere stato tra i protagonistiì di importanti serate come quella di anteprima di Asti Musica e del Riviera Music Festival a fianco di Zibba e Daniele Silvestri, la Geddo band è più che rodata e varia il repertorio ogni sera, scegliendo i brani dai tre album già usciti. Il concerto non perderà la sua natura festaiola e coinvolgente; non mancheranno i vecchi successi come "Angela e il cinema" e "Post Amore" ad accompagnare le nuove canzoni come il singolo "Due" stabilmente nella Indie Music Like e nelle classifiche di apprezzamento di tantissime radio in tutta Italia.

Domenica 30 luglio 21.00 serata a cura di Tango Florido

Lunedì 31 luglio 21.30 VideoArte



Martedì 1 agosto 21.30 concerto Sandro Joyeux. Musicista vagabondo franco-italiano (Alexandre Joyeux Paganini è il vero nome), fonde la canzone francese e i ritmi del mondo, mescola musica di viaggi, di danza e di condivisione. Fatta esperienza sul campo in anni di vita da busker fra Europa e Africa, ha imparato direttamente nel Mali lo stile Mandingue, e ha poi scoperto l’Africa italiana, quella dei migranti sfruttati: dal suo Antischiavitour, la tournée portata nei ghetti dove vivono i braccianti stranieri sfruttati, è nato il suo album «Migrant».

Mercoledì 2 agosto 21.30 concerto Benvenuti-Carnevali Duo

Giovedì 3 agosto 21.30 concerto Fabrizio Berti Jug Band. Guidata e fondata da Fabrizio Berti, uno dei più importanti armonicisti del panorama toscano e uno dei più profondi conoscitori del blues internazionale, la Fabrizio Berti Jug Band esplora e riporta alla luce le radici del blues acustico delle cosiddette jug band. Queste ultime erano ensemble della tradizione povera americana, caratterizzati spesso dall’impiego di strumenti autocostruiti, a partire da contenitori di fortuna, manici di scopa, assi per lavare i panni. Fabrizio Berti: armonica, voce, washboard, Giacomo Ferretti: chitarra e voce, Piero Ferretti: basso e voce, Neri Bazzani: lap steel guitar, Fabio Zini: chitarra e voce, Giovanni Bargnoni: piano, Giulia Nuti: viola e violino, Daniele Borgognoni: batteria

Venerdì 4 agosto 21.30 concerto Secondo Appartamento. Guido Legnaioli: voce, chitarra acustica, armonica, cassa a pedale, cembalo; Giuliana Ancillotti: tastiera, ukulele, voce; Patrizio Castiglia: violino, chitarra elettrica, voce; Martina Agnoletti: voce, oboe, Glockenspiel; Andrea Gabrielli: basso, voce. I ritmi del Secondo Appartamento appartengono alla tipica tradizione popolare, mescolati con le sonorità e la struttura delle “ballad” inglesi. I loro testi si ispirano alla tradizione cantautoriale italiana, pur rimanendo alla ricerca di nuove vie di comunicazione del pensiero. Il Secondo Appartamento è rifugio ideale per chiunque non si senta adeguato al mondo in cui vive, o perlomeno non lo vede allo stesso modo della società che lo circonda. Vincitori Premio Sete Sois Sete Luas 2012; Vincitori Lucca Summer Giovani luglio 2012; Semi Finalisti Rock Contest 2012; Finalisti Premio Fabrizio De André 2013.

Sabato 5 agosto 21.30 concerto Via del Campo. Una delle più conosciute De André Tribute Band. Provenienti da esperienze diverse e con diverso background musicale, i componenti hanno l’eterogeneità necessaria per interpretare le molteplici sonorità del grande Faber e mettono un pizzico della propria personalità nell’eseguire i brani, pur rimanendo attenti a mantenere intatto lo stile e il sapore originali.

Domenica 6 agosto 21.00 serata a cura di Tango Florido

Lunedì 7 agosto 21.30 VideoArte

Martedì 8 agosto 21.30 concerto Alessandro Di Puccio Q.tet. Alessandro Di Puccio è batterista, vibrafonista, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra. Ha lavorato con i maggiori jazzisti italiani e ha partecipato a molte rassegne e festival jazz internazionali. Ha composto musica per vari lavori teatrali, ed è stato consulente musicale del film Piano Solo di Riccardo Milani sulla vita di Luca Flores (con il quale ha suonato per circa vent’anni). Dal 1985 è direttore didattico del Centro Attività Musicali - Firenze.

Mercoledì 9 agosto 21.30 concerto Marco Benedetti Q.tet

Giovedì 10 agosto 21.30 concerto Rodolfo Banchelli

Venerdì 11 agosto 21.30 concerto Roberta Carrese. Ventunenne molisana, è l’ultima di cinque fratelli. Vive a Roma, dove studia cinema, televisione e new media. Suona la chitarra, la batteria, l’ukulele e il piano. A “The Voice of Italy” la giovane cantautrice, che si è guadagnata il soprannome di “Perla nera”, si è messa subito in luce, misurandosi in vari generi musicali. Ha iniziato con una cover di Pensiero stupendo di Patty Pravo e ha raccolto il consenso dei quattro coach in pochi secondi. Ha scelto il team di Pelù con la convinzione che fosse quello più adatto a trasformare la sua passione in una professione. Così, di fase in fase, è arrivata alla finalissima e, anche se non ha vinto, s’è pur sempre guadagnata una seconda posizione. Dopo un tour in tutta Italia, lavora al suo primo album di inediti.

Sabato 12 agosto 21.30 concerto Musìa Duo. Susan Gagliano (voce) e Tommaso Poli (chitarra). Il Musía Duo nasce da una collaborazione musicale di 10 anni. Cover che spaziano da folk a pop a white soul con un elemento comune: la scelta rigorosa dei brani che stimolano ricordi, emozioni e vitalità,  sia in chi li suona che in chi li ascolta.

Domenica 13 agosto 21.00 serata a cura di Tango Florido

Lunedì 14 agosto 21.00 serata a cura di Tango Florido

Martedì 15 agosto 21.30 Speciale Ferragosto al Fiorino

Mercoledì 16 agosto 21.30 VideoArte

Giovedì 17 agosto 21.30 VideoArte

Venerdì 18 agosto 21.30 concerto Rabarbari. un trio musicale fiorentino che rispecchia la loro città di appartenenza; ironici, brillanti, “rinascimentali”, ma anche disincantati, semplici, roman(t)ici. Fedeli alla sacra religione del teatro canzone propongono uno spettacolo di qualità, facendo ricordare che la canzone d’autore può anche essere intimamente gioiosa. Vincitori del premio internazionale della critica "Igor Trumeau", hanno intrapreso una collaborazione stabile con il Teatro del Sale e tenuto concerti, oltre che in Toscana, anche fuori della loro terra natia. Lo spettacolo  Quello dei Rabarbari non è solamente un concerto ma un vero e proprio spettacolo d’intrattenimento, reso tale dalla vena cabarettistica di tutti e tre i membri del gruppo; la musica che ne esce è quella di una piccola orchestra sintetizzata in tre elementi.

Sabato 19 agosto 21.30 concerto BowLand

Domenica 20 agosto 21.00 serata a cura di Tango Florido

Lunedì 21 agosto 21.30 VideoArte

Martedì 22 agosto 21.30 concerto Stevan Joka. Bosniaco, venuto nel 1991 a studiare alla Scuola di Musica di Fiesole e poi al conservatorio Cherubini di Firenze, dal 2003 ha un progetto solista, basato sulla musica dell'est dei Balcani e sulle proprie composizioni, che lo porta a fondare Tara Ensemble poi diventato l'attuale ensemble Balkan Damar.

Mercoledì 23 agosto 21.30 concerto Matteo Addabbo Organ Trio

Giovedì 24 agosto 21.30 concerto Pure Blues con Tommaso Agnello e Peppe Foresta

Venerdì 25 agosto 21.30 concerto Triogliceridi. Musicisti di esperienza pluridecennale per una serata di rock anni Settanta del migliore. Alessandro Pebre: tastiere e voce; Enrico Tombelli: chitarra e voce; Vincenzo Martiello: basso; Vinicio Provvedi: batteria.

Sabato 26 agosto 21.30 concerto Ragazzi Scimmia. Gabriele Mori (voce e pianoforte), Guido Masi (chitarre), Piero Spitilli (basso, contrabbasso), Andrea Brogi (batteria, percussioni), Nicola Cellai (tromba, effetti).

Domenica 27 agosto 21.00 serata a cura di Tango Florido

Lunedì 28 agosto 21.30 VideoArte

Martedì 29 agosto 21.30 concerto BaroMasi

Mercoledì 30 agosto 21.30 concerto Francesco Zampini Trio

Giovedì 31 agosto 21.30 concerto Rosanna Riccio & The Whiteys. Un Trio Jazz -Swing con Rosanna Riccio: voce; Tommaso Ceccatelli: chitarra; Federico Paoli: contrabbasso.



Venerdì 1 settembre 21.30 concerto Pino & Benzo

Sabato 2 settembre 21.30 concerto Giulia Millanta. La cantautrice e ottima chitarrista Giulia Millanta presenta i brani del suo ormai cospicuo repertorio, oltre a qualche raffinata cover.

Domenica 3 settembre 21.00 serata a cura di Tango Florido

Lunedì 4 settembre 21.30 VideoArte

Martedì 5 settembre 21.30 «Suoni d'Irlanda» con Anna Maria Castelli, voce, e Stefano Corsi, arpa celtica, armonica. Quando i Celti per la prima volta misero piede in Irlanda, Dana, dea madre d'Irlanda li accolse cantando l'alfabeto segreto degli alberi e la sua rivelazione d'amore sciolse le corde dell'arpa del bardo Amergin. Insieme la voce e l'arpa hanno tramandato nel tempo i segreti degli abbellimenti della musica irlandese, i canti che raccontano, fra storia e leggenda, il fascino di una terra che fu abitata dai druidi, dai poeti, dai bardi. E quando, in tempi in cui il possesso di strumenti musicali divenne proibito, fu ancora con la voce che si poté continuare a raccontare della vita, della morte, dell'amore e accompagnare il piede che si muove nella frenesia della danza. Anna Maria Castelli e Stefano Corsi presentano un percorso intessuto di arie, canzoni e ritmi che evocano le atmosfere struggenti e i ritmi coinvolgenti di quelle storie e di quelle leggende

Mercoledì 6 settembre 21.30 Fiorino in Jazz presenta concerto Romano-Caputo-Rapicavoli Trio. Nazareno Caputo: vibrafono, Ferdinando Romano: contrabbasso, Stefano Rapicavoli: batteria. Repertorio che spazia da Ellington a Monk a Bill Evans.

Giovedì 7 settembre 21.30 concerto Inventionis Mater. Un progetto nato dall'incontro tra il clarinettista Pierpaolo Romani e il chitarrista Andrea Pennati. L'obiettivo? Trascrivere il gigantismo di Zappa per un duo così poco frequentato come quello clarinetto e chitarra. Una trascrizione che è traduzione, mai snaturamento. Salti mortali timbrici, poliedricità stilistica: dal rhythm 'n blues ad atmosfere dodecafoniche.

Venerdì 8 settembre 21.30 concerto Tavolazzi-Magrini- Liguori Trio. Il contrabbassista e bassista Ares Tavolazzi, nome di punta del jazz e non solo (già nei mitici Area), guida una formazione che vede al piano Manuel Magrini e alla batteria Giovanni Paolo Liguori.

Sabato 9 settembre 21.30 concerto Tam Tam Quintet. Versione allargata del Tam Tam Trio (Ettore Bonafé: percussioni; Piero Gesuè: voce; Alessandro Piccini: chitarra)

Domenica 10 settembre 21.00 serata a cura di Tango Florido

Tramonto fiorentino

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Ogni uomo ha buona moglie e cattiva arte"

mercoledì 19 luglio 2017

Proverbio Toscano del Giorno

"Non è villano perchè in villa stia, ma villano è chi usa villania"

martedì 18 luglio 2017

Visite guidate serali: la Biblioteca Umanistica partecipa a Musart Festival 2017

La Biblioteca Umanistica partecipa a Musart Festival 2017 e dal 17 al 21 luglio apre le porte in orario serale.
Gli spettatori di uno degli spettacoli di Musart potranno partecipare alle visite guidate organizzate dalla Biblioteca. Per l’occasione sarà possibile visitare i chiostri dell'antico monastero di Santa Maria degli Angeli, sede della Biblioteca Umanistica e le due mostre: "I tesori dell'Umanistica" e "Dalla censura e dal Samizdat alla libertà di stampa. Urss 1917/1990".
http://www.sba.unifi.it/Article829.html

Il pecorino Toscano

“Il pecorino Toscano ha origini antichissime risalenti all’epoca etrusca; notizie storiche certe sulla sua produzione si ritrovano già in Plinio il Vecchio che ne tratta per la zona di Luni (l’attuale Lunigiana). La pastorizia e l’allevamento ovino continuano a diffondersi in tutta la Toscana durante il Medioevo ed è emblematico l’episodio di Giotto che pascola il gregge nei pressi di Vicchio del Mugello dipingendo sui sassi. Durante i secoli seguenti numerosissimi sono gli scritti e documenti celebranti l’importanza rivestita dal pecorino in Toscana, questo allora veniva chiamato cacio marzolino perché la sua produzione iniziava tradizionalmente in marzo per poi continuare durante tutta la primavera. Ad eccezione della crisi che si abbatté sulla pastorizia toscana dal 1918 fino al dopo-guerra, riducendo drasticamente il numero dei capi allevati e i quantitativi di pecorino prodotto, l’allevamento ovino toscano vede sempre maggiore sviluppo; nascono i primi caseifici e si ha la separazione fra la figura del pastore, l’allevatore delle pecore, e quella del casaro, vero e proprio produttore del formaggio.. Il pecorino Toscano DOP viene prodotto con latte intero di pecora, con aggiunta di caglio di vitello o vegetale; la pasta viene sottoposta a cottura e a rottura fino a determinare granuli di cagliata di grandezza variabile da quella di un chicco di granturco per il tipo di pasta “semidura” a quella di una nocciola per il tipo “tenero”. Successivamente si effettua la pressatura e la salatura, cui segue un periodo di stagionatura di durata variabile a seconda della collocazione gastronomica del formaggio.
La forma del prodotto finito è cilindrica a facce piane, dal diametro variabile tra 15 e 22 cm; lo scalzo è leggermente convesso, di latezza compresa tra i 7 e 11 cm ed il peso delle forme varia da 1 a 3,5 kg. Il colore della crosta è giallo con tonalità variabile mentre la pasta è bianco-paglierini di sapore delicato, coin una leggera vena piccante. […].”
(Tratto da: “Toscana, l’eccellenza del gusto)

20 Luglio - Le Murate - Ciurma Storta Teatro Estate Fiorentina presenta: UNA NUOVA ODISSEA

GIOVEDI' 20 LUGLIO

    h 21:30 Teatro
Ciurma Storta Teatro Estate Fiorentina presenta

UNA NUOVA ODISSEA

Liberamente tratto dall'opera di Omero. Regia ed adattamento teatrale di Stefano Luci, con i richiedenti asilo ospitati presso le strutture della COOP22 di Prato.
Una rappresentazione toccante che ti impone il continuo parallelo tra Ulisse e gli attori, tra la storia di Omero e le scene, tra gli oggetti di allora ed il salvagente sempre in scena. Un parallelo che ti fa riflettere e che ti impone una sola scelta: l'umanità.
Arrivano dal Mali, dal Gambia, dalla Nigeria, dal Senegal. Sono dodici. Sono i profughi di “Una nuova Odissea” e gli interpreti di questa versione teatrale curata da Stefano Luci. Trasposizione moderna del capolavori di Omero, la messinscena racconta la tragica realtà dei flussi migratori attraverso il Mediterraneo.
Stefano Luci
Regista, attore e educatore fiorentino. Si è perfezionato nelle tecniche di narrazione, affabulazione e Commedia dell’Arte con Marco Baliani; attore di Marco Baliani dal 2000 al 2003, ETI/Porti del Mediterraneo, Stabile dell’Umbria, spettacolo: “Sakrifice”. Teatri circuito spettacolo La Pergola di Firenze, Valle di Roma, Morlacchi di Perugia, Monnot di Beirout, Teatro Nazionale de Il Cairo, Marsiglia Stabile, Teatro Duse di Bologna, Rossetti di Trieste, Politema di Lecce, Teatro Nazionale di Tirana etc.
Laureando in storia moderna e medievale presso l’università “La Sapienza” di Roma, dal 2015 è educatore culturale presso la Fondazione Opera Santa Rita (Coop22), Comune di Prato, dove si occupa di integrazione, traduzioni, screening delle memorie, insegnamento della  lingua italiana e attività teatrali per i profughi e rifugiati politici con permesso di soggiorno.
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Proverbio Toscano del Giorno

"Niuno s'ha da vergognare della sua arte"

lunedì 17 luglio 2017

Il Pane Toscano

“La storia stessa della Toscana ha determinato la nascita di un pane differente da quelli normalmente prodotti in larga parte nelle altre regioni italiane poiché il Pane Toscano è senza sale. Tale assenza sembra risalire ad una storica contesa, tutta toscana, del XII secolo tra le allora città rivali di Firenze  Pisa. Oltre la contesa sembrerebbe comunque una scelta conseguente all’alto prezzo del sale e perciò destinato principalmente per la conservazione della carne di maiale per la scorta annuale. Una prima testimonianza scritta sulla produzione di pane “sciocco”, cioè senza sale, viene fornita già nel Cinquecento da Pierandrea Mattioli. Successivamente ne parla il Manetti che fa riferimento, inoltre, all’uso del lievito naturale, detto in Toscana “Formento”, costituito da pasta inacidita che veniva conservata nella cosiddetta “madia” o “cassa del pane”, come la chiama Leon Battista Alberto nel “De re aedeficatoria”, in mezzo alla farina. Le varietà di frumento utilizzate per la produzione di farine per il Pane Toscano derivano in larga misura da quelle che, a partire dagli inizi del 1900, furono oggetto di studio e di miglioramento genetico avvenuti in Valdichiana. Tali varietà, quando coltivate in Toscana, danno quei valori idonei per la lievitazione con lievito madre a pasta acida determinando così il caratteristico gusto del pane preparato senza sale. La produzione del pane assumeva caratteri quasi rituali, in parte ancora mantenuti. Se “posare il pane in modo opposto alla cottura” era considerato mancanza di rispetto verso un alimento basilare, era grave peccato, ancora oggi sentito, gettar via il pane avanzato. Di qui, probabilmente, la ricchezza di ricette popolari legate all’utilizzo del pane raffermo: la panzanella, conosciuta già nel’500, la panata, minestra nota fin dal XIV secolo, la ribollita, l’acqua cotta, la pappa col pomodoro, la bruschetta o fettunta, la minestra di cavolo nero per citarne alcune.
Il Pane Toscano ha profumo di nocciola tostata, sapore senza sale e lievemente acidulo della mollica, crosta croccante e mollica dall’alveolatura irregolare color bianco, bianco-avorio. La corretta lievitazione lo preserva per un periodo ben superiore al pane oggi diffuso, ha inoltre un valore nutrizionale elevato dovuto sia all’alta digeribilità, legata all’uso di un mix di farine con bassi valori di glutine e con l’apporto nutritivo del germe di grano proprio (cioè non aggiunto) sia dalla storica assenza del sale fra gli ingredienti
(Tratto da: “Toscana, l’eccellenza del gusto”)

19 Luglio - Le Murate - JUST LUST

MERCOLEDI' 19 LUGLIO

    h 19:00 Evento

JUST LUST

Nicola Formosa e Valentina Ermini
Classe 73
Nati e cresciuti a Firenze con esperienza pluriennale in campo artistico e grafico, propongono un percorso sensoriale sul desiderio.
Is it love o Just Lust?
Caffè Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
caffeletterario@lemurate.it
(+39) 055 2346872
www.lemurate.it


Proverbio Toscano del Giorno

"Montanini e gente acquatica, amicia e poca pratica"

domenica 16 luglio 2017

giovedì 13 luglio 2017

L’olio del Chianti Classico

“L’olio del Chianti Classico ha una tradizione antichissima tramandata di generazione in generazione. La produzione dell’olio di oliva ha avuto un forte impulso con il passare degli anni per motivi nutrizionali, religiosi (riti e cerimonie che imponevano l’uso dell’olio) e d’incremento demografico. Furono così trasformate ampie zone boschive in vigneti e oliveti, favorendo l’esaltazione dello straordinario paesaggio toscano compreso tra la città di Firenze e Siena (comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti, Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano in Val di Pesa e Tavarnelle in Val di Pesa). Un riconoscimento particolare della zona di produzione è stata la promulgazione di un editto del 1716 con il quale il Duca Cosimo III tracciava gli attuali confini dell’area di produzione riconoscendo la qualità delle attuali produzioni olivicole e viticole della zona.  Nel 1819 il Trattato teorico-prativo completo sull’ulivo di G. Tavanti indicava già le principali cultivar esistenti nella zona del Chianti Classico.
L’olio extravergine di oliva del Chianti Classico è prodotto con olive di oliveti iscritti all’albo , costituiti per almeno l’80% da piante della varietà Frantoio, Correggiolo, Moraiolo e Leccino da sole o congiuntamente, e per un massimo del 20% da piante di altre varietà della zona […]. Ha un colore da verde intenso a verde con sfumature dorate, un odore netto di olio di oliva e fruttato e un sapore piccante e leggermente amaro. La presenza di note aromatiche rende quest’olio ottimo su insalate, minestre a base di legumi e su piatti della tradizione Toscana come la ribollita e la panzanella. […]”
(Tratto da: “Toscana, l’eccellenza del gusto”)

Proverbio Toscano del Giorno

"La carità dei frati accompagna fino alla porta"

mercoledì 12 luglio 2017

Piazzale Michelangelo (2004)

Foto di Roberto Di Ferdinando


La chiesa che ispirò l'architettura di Brunelleschi

“[…] In Brunelleschi la tradizione fiorentina raggiunse il suo culmine. Ecco – per esempio in Santo Spirito o nella Cappella dei Pazzi o nella Badia di San Domenico  - la grave purezza, quiete e semplicità delle prime chiese fiorentine. Il germe del Brunelleschi non va ricercato  nella Roma classica ma nella chiesetta dei Santi Apostoli che la leggenda attribuisce a Carlo Magno. Tutta grigia e bianca, pietra grigio-scura giustamente chiamata <<serena>> contro il candido intonaco, tre navate, due processioni di colonne con leggiadri capitelli corinzi che corrono giù per la chiesa a sostenere una ritmica fila di archi rotondi, volte che si intrallacciano come ventagli chiusi ed aperti, motivi decorativi, sempre in pietra grigia, a foglie, a conchiglie, a ovoli e lische di pesce, a raggi solari: questi sono, in sunto generico, gli elementi del classicismo toscano che rincorrono di continuo nelle grandi chiese brunelleschiane, con l’aggiunta, nelle parte più frivole come la sacrestia, di fregi e tondi per mano di Desiderio o di Luca della Robbia: cherubini aureolati di corolle o con ali incrociate come rigidi bavaglini, i quattro Evangelisti […].”
(Mary McCarthy, Le pietre di Firenze, 1956)

Leggi anche: Piazza del Limbo e le antiche terme romane

LA CARICA DELLE 1.000 DONNE SOROPTIMIST ALLA FORTEZZA DA BASSO DAL 14 AL 16 LUGLIO

LA CARICA DELLE 1.000 DONNE SOROPTIMIST
ALLA FORTEZZA DA BASSO DAL 14 AL 16 LUGLIO
Arrivano a Firenze da tutto il mondo con la professionalità, la tenacia e la lungimiranza che è propria delle donne per un confronto costruttivo sulle forze da mettere in campo per migliorare le condizioni di vita femminile, specie nei paesi poveri e più disagiati, offrendo a donne e ragazze, grazie ad un’educazione consapevole, il passaporto per una vita migliore.

L’appuntamento è alla Fortezza da Basso dove dal 14 al 16 luglio si svolge il 21° Congresso del Soroptimist International of Europe intitolato “Own the future – Education, your passport to a better life”.
La sessione plenaria del congresso è dedicata alle donne ispiratrici in STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), seguita da due sessioni tematiche parallele: “Spaccare il soffitto di cristallo” e “Donne in verde: energie rinnovabili, tecnologie pulite e migliori pratiche”.
“E’ la prima volta che un congresso SIE si tiene in Italia – dichiara Flavia Pozzolini, Presidente del Congresso – ed è la prima volta che giovani donne sono invitate a partecipare con il totale supporto dell’associazione. Il nostro intento è quello di dare a ragazze promettenti, anche di paesi lontani come il Madagascar e il Mali, un’opportunità concreta per cambiare la loro vita.  Offriamo loro la possibilità di incontrare scienziate eminenti provenienti da diversi campi scientifici e diversi paesi europei. Donne ispiratrici, menti vibranti con le quali queste giovani donne STEM potranno interagire direttamente”.
Fra queste la fisica polacca Agnieszka Zalewska, dal 2013 al 2015 presidente del Consiglio del CERN, Susanna Terracini, ordinaria di Analisi Matematica presso l’Università di Torino, la genetista belga Christine van Broeckhoven dell’Università di Antwerp, conosciuta soprattutto per la sua ricerca
pionieristica nel campo delle demenze neurodegenerative, a cui ha apportato importanti contributi.
Venerdì 14 alle ore 16.30 il Rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei terrà una lettura magistrale in omaggio a Marie Curie nel 150 anniversario della nascita, prima cattedratica donna in materie scientifiche alla Sorbonne e l’unica donna, fra i quattro vincitori di più di un Nobel, ad aver vinto in due discipline distinte (fisica e chimica).

INFO:http://www.soroptimistflorence2017.com/

14 Luglio - Le Murate - Presentazione libro con Autore L'associazione culturale La Nottola di Minerva presenta: STORIE DI MATTI - Fazi Editore

VENERDI' 14 LUGLIO

    h 19:00 Presentazione libro con Autore
L'associazione culturale La Nottola di Minerva presenta

STORIE DI MATTI
Fazi Editore

L'autrice Arianna Porcelli Safonov dialoga con Stefano Miniati, medico, e Renato Palma, psicoterapeuta  Dove sono finiti i matti dopo la legge Basaglia? Ma soprattutto, chi sono i matti, oggi?
È dal tentativo di dare una risposta a queste domande che prende il via l'ultimo libro di Arianna Porcelli Safonov, in uscita il 13 luglio 2017 per Fazi Editore. Consideriamo malati di mente individui con un disagio psichico evidente, ma esistono centinaia di casi umani che la nostra società ha assorbito senza quasi accorgersene e che ci ritroviamo intorno ogni giorno senza che si possa dar loro l'appellativo di pazzi. Sono moltissimi e forse più pericolosi di quelli di una volta rinchiusi in manicomio.
I matti della porta accanto sono un movimento sempre più evidente e distruttivo e composto da persone dichiarate normali, pregevoli, da conoscere, imitare o invitare alle feste. Direttori generali di multinazionali che controllano il pianeta, politici ignoranti che causano guerre o gaffes diplomatiche, addetti alle pubbliche relazioni che vendono il nulla, impiegati e pendolari che fanno le stesse identiche cose agli stessi identici orari per tutta la vita.
L'autrice indaga nelle loro fragilità, spesso celate dietro le loro professioni o trasfigurate sui social, fino a quando non succede qualcosa che scardina le loro certezze e mette tutto in discussione.
Caffè Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
caffeletterario@lemurate.it
(+39) 055 2346872
www.lemurate.it

Proverbio Toscano del Giorno

"Invito d'oste non è senza costo"

martedì 11 luglio 2017

Modi di dire: “L’è un pigia pigia!”

Si usa per indicare uno spazio molto affollato, dove non è possibile muoversi per l’alta concentrazione di persone. L’espressione nasce proprio dal gesto, in questi luoghi dove le persone sono ammassate, di spingersi l’uno con l’altro per guadagnare spazio. Infatti, il verbo “pigiare” deriva dal latino “pisum”=”pinsum” gerundio di “piso”=”pinso” cioè pesto (pestare).
Roberto Di Ferdinando