martedì 15 agosto 2017

Veduta dal Giardino di Boboli

Foto di Angela Lidia Larosa

Veduta dal Giardino di Boboli

Foto di Angela Lidia Larosa

lunedì 14 agosto 2017

venerdì 11 agosto 2017

Villa La Quiete

"La Quiete che pacifica i venti"
Villa la Quiete, citata nel catasto fiorentino del 1427, deve il suo nome attuale all’affresco La Quiete che pacifica i venti, dipinto nel 1632 da Giovanni da San Giovanni. Acquistata nel 1432 dal capitano di ventura Niccolò da Tolentino, passò nel 1453 a Pierfrancesco di Lorenzo de’Medici. Il complesso rimase di proprietà dei Medici fino al 1561. In quell’anno Cosimo I assegnò l’intero edificio all’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, che lui stesso aveva istituito. Nel 1627 arrivò la granduchessa Cristina di Lorena, moglie di Ferdinando I de’Medici, e famosa per delle quattro Lettere Copernicane che  Galileo Galilei le indirizzò.
Nel 1650 la villa venne acquistata da Eleonora Ramirez del Montalvo, fondatrice della Congregrazione laica delle Ancille Minime della SS. Trinità. Che si era data il compito dell’educazione religiosa e della formazione culturale delle fanciulle fiorentine di famiglia nobile.
Su commissione della granduchessa Vittoria della Rovere, protettrice della Congregazione delle Montalve, nel 1688 fu costruita e consacrata la chiesa della villa.
Negli anni ’90 del 600 vennero eseguiti importanti lavori di ampliamento e la corrispondente realizzazione di ambienti di servizio come la ‘stanza del bucato’, il forno, il nuovo parlatoio, le stanze per le educande nonché il corridoio che collega il coro basso della chiesa con il parlatoio.
Tra il 1691 e il 1720 infine venne edificata la zona verso est che delimitava il prato dell’Educazione e negli anni 1712-20 si compiva l’ampliamento a sud e la realizzazione del primo cortile chiuso detto ‘della magnolia’.
Dal 1716 la granduchessa Anna Maria Luisa de’Medici, l’Elettrice Palatina figlia del granduca Cosimo III, assunse il patronato delle Montalve scegliendo La Quiete come luogo di villeggiatura e ritiro spirituale nei mesi estivi. Risalgono a questo periodo le sale affrescate al piano terreno e la sistemazione del giardino all’italiana, giudicato ancora oggi tra i giardini medici più belli e meglio conservati. 
[…] Con le soppressioni attuate dal governo dei Savoia nel 1864, villa la Quiete divenne di proprietà statale, ma le Ancille della SS Trinità poterono continuare a risiedervi e portare avanti la loro opera di istruzione delle fanciulle. Diversa invece fu la sorte del complesso di San Iacopo di Ripoli in via della Scala, la sede cittadina dell’educandato che, divenuto di proprietà del Demanio e destinato a divenire una caserma, dovette essere abbandonato dalle Montalve. Si rese così necessario un ampliamento della villa per poter ospitare le consorelle in città, le opere d’arte, gli arredi e i paramenti sacri che queste avevano portato con sé da via della Scala.
Fino alla prima metà del Novecento il Conservatorio Femminile de La Quiete, godette di un notevole prestigio, ma, a partire dal Secondo Dopoguerra, in seguito ai profondi cambiamenti della società, questa secolare istituzione ha in gran parte perduto le sue prime finalità subendo una drastica diminuzione di iscrizioni.
Dal 1992 tutta la struttura passa all’Università degli Studi di Firenze. Nel 2008 l’immobile è acquisito dalla Regione Toscana e gestito, sulla base di un accordo con l’Ateneo, dal Sistema Museale dell’Università di Firenze.
[…]”
(Tratto dalla brochure e dai cartelli per i visitatori della villa)

Alberi abbattuti in viale Guidoni

Foto di Roberto Di Ferdinando





Piazza Pitti

Foto di Francesco Baciocchi


Proverbio Toscano del Giorno

"Alla prim'acqua d'agosto pover'uomo ti conosco (ovvero il caldo s'è riposto)"

giovedì 10 agosto 2017

mercoledì 9 agosto 2017

Da tafani ad api, l’ascesa dei Barberini

Palazzo Tafani da Barberino
“[…] I Barberini risultano originari di Ancona e presenti a Barberino Val d’Elsa già nel 1074, infatti esiste tutt’oggi nel comprensorio una località detta “Tafania”, nome decisamente singolare a conferma di un loro antico possesso. Infatti quando arrivarono non si chiamavano Barberini, bensì Tafani. Solo nel ‘300 si insediarono a Firenze in Santa Croce con lo stesso cognome ed i più con la specifica “da Barberino” […]. Nel loro stemma campeggiavano quindi tre tafani inizialmente accompagnati da una forbice (da tosatore? Da sarti?) forse ad indicare la loro attività preminente ancor oggi oggetto di discussione. Della lor presenza a Firenze rimangono tracce visibili sia nella chiesa di Santa Croce, lastra tombale e due stemmi, sia in Borgo dei Greci, dove al numero 20 si legge alla base di uno stemma con tre tafani “Questa casa già dei Tafani da Barberino fu restaurata da Beatrice Corsini nei Pandolfini l’anno MDCCCCXXVIII”. Sul muro di una costruzione quasi a fronte restano le tracce di uno stemma molto compromesso con l’impronta, con grande probabilità, di tre tafani. Con l’inurbamento, entrando in società, fu poi eliminata la parte “fastidiosa” del patronimico riducendosi solo agli inizi del ‘400 in De Barberino, ma fu conservato l’antico stemma con i tre tafani che un ramo della famiglia, i Barberini appunto, portò con se a Roma alla fine del ‘500. […] Bisogna aspettare il ‘600 allorché un nuovo Maffeo da Barberino, papa nel 1623 col nome di Urbano VIII, ormai poco soddisfatto di essere rappresentato da un simbolo così imbarazzante, modificò la raffigurazione araldica sostituendo i tafani con le api. […] Le” Api dei Barberini” [...]".
(Tratto da “Le api dei Barberini? Propaganda ingannevole!”, di Marco Accorti, in “Microstoria”)

Proverbio Toscano del Giorno

"Punto di festa poco dura, ma fa figura"

Via dell'Oriuolo

Foto di Sara Barbanera

martedì 8 agosto 2017

L'arista e il Concilio




Giovanni VIII Paleologo mentre si reca a Firenze
(Palazo Medici-Riccardi)
Il termine arista, da noi usato per indicare il carrè di maiale, ha origine nel lontano Medievo, quando, nel 1439, Cosimo il Vecchio convinse Papa Eugenio IV a spostare la sede del Concilio Ecumenico da Ferrara a Firenze.
Si narra che per l’occasione Cosimo allestì un suntuoso banchetto ricco di prodotti legati alla sua terra e che tra le tante prelibatezze l’arrosto di maiale forse uno dei piatti migliori. Fu questo, infatti, a colpire il patriarca bizantino Bressarione che assaggiando e godendo della sua morbidezza e del suo sapore, cominciò ad esclamare: “àristo, àristo”. I commensali, che ignoravano il significato della parola, che in greco significa proprio “il migliore”, credettero che quello fosse il nome della pietanza e lo fecero proprio italianizzandolo in “arista”.
Volendo essere pignoli va detto che vi sono documenti che attestano la presenza del termine già un paio di secoli prima, nel periodo in cui un gruppo di greci venne a stabilirsi a Firenze, in Borgo de’Greci appunto, per fabbricare profumi.
[…]”
(Tratto dal menu del ristorante-pizzeria “Il Pallaio”)

9 Agosto - Le Murate - Danza: INTARSI D'ORIENTE - TRIO MORGAÛ

MERCOLEDI' 09 AGOSTO

    h 21:30 Danza

INTARSI D'ORIENTE – TRIO MORGAÛ

Con Gaia Scuderi, Martina Filippi, Evelina Mattucci

Una serata di danze che trascinerà il pubblico in un sogno di colori e profumi orientali, sopra i confini fra Oriente e Occidente. Un nuovo mondo è possibile, la danza diventa magia, incanto, fusione di culture, terra di tutti e senza confini.

Gaia Scuderi, danzatrice e coreografa, inizia lo studio della danza nel 1981 seguendo corsi di danza classica, contemporanea e Graham presso la scuola Daria Collins. Parallelamente completa la sua formazione artistica studiando canto lirico, pianoforte e solfeggio presso la Scuola “Vito Frazzi”. Dal 1990 con il “Teatro dell’Arcano” di Kassim Bayathly e Roberta Bongini si occupa di danza araba e continua parallelamente a perfezionarsi in classico, moderno e flamenco, con Angela Mugnai, Daniel Tinazzi, Rosanna Brocanello, Claudio Iavarone, creando un suo stile personalizzato. Viene considerata dalla critica una delle migliori soliste in Europa.
Martina Filippi, laureata in Archeologia Medievale, conosce il mondo della danza del ventre da piccolissima, durante uno spettacolo di danza del ventre con la spada, dove scopre di avere una predisposizione naturale al “belly roll” (onda della pancia). Comincia lo studio della danza mediorientale, frequentando veri e propri corsi, studiando lo stile Cabaret Bellydance e si appassiona alle danze con gli accessori quali il velo, i cimbali, la spada, le candele e le ali di Iside. Durante questi anni di studio, ricerche, confronti ed esibizioni cerca di dare una chiave personale allo stile, utilizzando anche musiche che si distaccano da quelle normalmente proposte nelle esibizioni in stile arabo-orientale.
Evelina Mattucci inizia lo studio della danza frequentando corsi di classico e modern jazz. Si avvicina alla danza orientale nel 2002, a Firenze, partecipando ai corsi tenuti da Gaia Scuderi. Ha frequentato numerosi stage di perfezionamento con Gaia Scuderi, Roberta Bongini e Kassim Bayatly per quanto riguarda la danza espressiva araba ed il teatro danza e con Wael Mansour, Teresa Tomas, Evelina Papazova,  Simona Minisini e Miriam Peretz per quanto riguarda lo stile balady, raqs sharqi, saidi e la danza afghana e persiana. Continua tutt’oggi lo studio della danza orientale e moderna. L’incontro con lo stile Tribal Fusion e Gothic Bellydance avviene quasi naturalmente, influenzata dalla musica Dark, Elettronica e Goth.
Caffè Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
caffeletterario@lemurate.it
(+39) 055 2346872
www.lemurate.it

Ingresso di Forte Belevedere

Foto di Roberto Di Ferdinando

Proverbio Toscano del Giorno

"Punti lunghi e ben tirati, oggi cuciti e domani strappati"

lunedì 7 agosto 2017

Musica sotto le stelle

Musica sotto le stelle

GIUGNO – SETTEMBRE

Il progetto porta avanti l’intento di promozione giovanile con la finalita’ di coinvolgere la popolazione in un percorso di avvicinamento alla musica tramite concerti e “prove aperte” d’orchestra, in luoghi periferici o normalmente non toccati da questo genere di manifestazioni, nella citta’ di firenze.
Ai concerti saranno anteposte presentazioni di carattere didattico culturale, coinvolgendo giovani maestri di musica, al fine di rendere maggiormente appetibile il messaggio musicale.

PROGRAMMA CONCERTI SUI SAGRATI | ore 22.30

sabato 19 agosto | Sagrato della Basilica di Santo Spirito – “Quartetto Auris”

venerdì 1 settembre | Sagrato della Misericordia del Duomo – Ensemble “Florence Baroque Academy

PROGRAMMA MUSICALE ESTATE FIORENTINA TOSCANA CLASSICA | ore 21


Sabato 16 settembre | Sonoria (Via Canova angolo Via Chiusi) – Orchestra di Toscana Classica – Direttore:  Niccolò Bulgarini, Fagotti: Giulia Ginestrini, Riccardo Papa, Violino Kevin Mucaj.
B. Vanhal – Concerto per due Fagotti ed orchestra, John Wilhem Erter – Sinfonia in Si b, J.S.Bach – Concerto in Mi maggiore  per  violino e orchestra, Nino Rota – Ballabili dal film “Il gattopardo”

Venerdì 29 settembre  | Galluzzo” – Piazza Acciaioli (Chiesa dei santi Giuseppe e Lucia) – Orchestra di Toscana Classica in collaborazione con la “Corale Santa Cecilia” di Empoli.
W.A.Mozart Adagio e  Fuga, W.A.Mozart  Concerto in La Maggiore per violino e orchestra N° 5 (K219) violino Daria Nechaeva, A.Vivaldi  Gloria  Per soli Coro e Orchestra

ingresso libero a tutti i concerti
https://toscanaclassica.com/

Alla scoperta dei grandi complessi religiosi fiorentini Visite alla Cappella Brancacci, a Santo Spirito e a Santa Maria Novella

Alla scoperta dei grandi complessi religiosi fiorentini
Visite alla Cappella Brancacci, a Santo Spirito e a Santa Maria Novella
Fino a Settembre 2017



Dopo il tutto esaurito dei mesi scorsi i Musei Civici Fiorentini e l’Associazione MUS.E – in collaborazione con il Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno – presentano un nuovo ciclo di appuntamenti alla scoperta di Santa Maria Novella, della Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine, della Fondazione Romano e della basilica di Santo Spirito. La proposta scaturisce dalla volontà di favorire la conoscenza di due pregevoli tesori d’Oltrarno, ovvero il complesso agostiniano di Santo Spirito e il complesso carmelitano di Santa Maria del Carmine: le visite consentiranno così di apprezzare grandi capolavori del Rinascimento ma anche di intessere una riflessione più ampia sulla storia della città, nel cui impianto urbanistico i conventi religiosi hanno giocato un ruolo determinante.
Il ciclo prevede una prima visita alla Cappella Brancacci, i cui affreschi con le storie di San Pietro – opera di Masolino, di Masaccio e di Filippino Lippi – sono a buon titolo noti in tutto il mondo: sarà quindi possibile leggere le diverse scene, coglierne i tratti salienti dal punto di vista storico-artistico, comprendere le ragioni del ciclo e della committenza nel quadro dell’evoluzione architettonica e artistica della basilica e del convento.
Segue poi la visita del complesso di Santo Spirito, grazie alla quale sarà possibile ammirare la raffinata collezione dell’antiquario Salvatore Romano – donata alla città di Firenze e custodita nell’antico cenacolo del convento agostiniano – e l’annessa basilica, patrimonio del fondo Edifici di Culto e scrigno a sua volta di preziose opere.
Inoltre, sulla scorta del successo avuto dalle proposte dei mesi scorsi, i Musei Civici Fiorentini e l’Associazione MUS.E propongono per giugno un ricco calendario di visite guidate a Santa Maria Novella volte ad approfondire l’importanza storica e artistica dell’edificio domenicano.


Visita alla Cappella Brancacci

Il convento di Santa Maria del Carmine racchiude un vero e proprio tesoro dell’arte rinascimentale: la cappella voluta da Felice Brancacci e dipinta dai grandi maestri Masolino, Masaccio e Filippino Lippi. Dopo un’introduzione alla chiesa e al convento carmelitano, la visita permetterà di leggere le diverse scene delle storie di San Pietro centrando l’attenzione sulle novità stilistiche e costruttive introdotte dal giovane Tommaso, chiamato Masaccio per sua “straccurataggine” – come scrive Vasari – ma divenuto universalmente noto per la portata rivoluzionaria della sua arte.
Durata: 50’
Quando: tutti i lunedì h10 e h14


Visita al complesso di Santo Spirito

Il complesso di Santo Spirito è una pagina essenziale della storia fiorentina, che testimonia della presenza e del rilievo assunto dai frati eremitani di Sant’Agostino in città dalla metà del Duecento fino ai giorni nostri. Il percorso comincerà nell’antico cenacolo trecentesco – che oggi ospita una delle collezioni lapidee medievali e rinascimentali più suggestive della città, donata dall’antiquario e collezionista Salvatore Romano – per proseguire in basilica: qui, oltre all’osservazione della suggestiva facciata esterna, sarà possibile apprezzare le peculiarità dell’interno, le cui architetture mostrano tuttora la limpida e ritmata impronta brunelleschiana e custodiscono altresì importanti capolavori artistici, fra cui i dipinti di Maso di Banco, Cosimo Rosselli o Filippino Lippi.
Durata: 1h15’
Quando: tutti i lunedì h11.30 e h15.30

I costi (comprensivi di biglietti di ingresso) per partecipare a entrambe le visite, nella stessa giornata sono i seguenti:
Adulti: €11,00 (residenti città metropolitana) – €15,00 (non residenti città metropolitana)
Giovani 18-25 anni: €9,00 (residenti città metropolitana) – €13,00 (non residenti città metropolitana)
Minori di 18 anni: €4,00 (residenti città metropolitana), €8,00 (non residenti città metropolitana)

Qui di seguito invece i dettagli delle visite singole, per chi desiderasse partecipare alla visita guidata della sola Cappella Brancacci o della sola Fondazione Romano con Santo Spirito (comprensivo di biglietto di ingresso):
Adulti: €9,00 (residenti città metropolitana) – €11,00 (non residenti città metropolitana)
Giovani 18-25 anni: €7,00 (residenti città metropolitana) – €9,00 (non residenti città metropolitana)
Minori di 18 anni: €2,00 (residenti città metropolitana) – €4,00 (non residenti città metropolitana)

Convenzione 2×1 Unicoop: ai soci Unicoop Firenze, dietro presentazione della tessera socio, è applicata la gratuità d’accesso con la formula 2×1. Tale formula sarà applicata sia alle tariffe d’ingresso che alle visite e attività.


Santa Maria Novella

Visita al complesso di Santa Maria Novella: la Basilica e i suoi capolavori

La visita accompagna il pubblico alla comprensione di uno straordinario documento della storia dell’ordine domenicano ma anche di un fondamentale capitolo della città di Firenze. In questo senso un’attenzione particolare sarà dedicata alla storia dell’ordine, i cui caratteri teologici soggiacciono a tutte le vicende architettoniche e artistiche del convento, ma anche alla partecipazione attiva della cittadinanza, che da sempre ha supportato la vita del complesso grazie a lasciti, committenze e patronati, coinvolgendo di volta in volta i maggiori artisti del Medio Evo e del Rinascimento nella decorazione e nell’abbellimento della Basilica: fra questi Giotto, Masaccio chiamato a dipingere la famosa “Trinità” , Filippo Brunelleschi, Filippino Lippi e Domenico Ghirlandaio,  che con la sua bottega affresca la Cappella maggiore.
Durata: 1h15′
Per chi: Per giovani e adulti
Quando: lunedì h 10:30-14:30, sabato h 10:30 e 15:00, mercoledì, venerdì e domenica h14:30



Visita al complesso di Santa Maria Novella: i chiostri, il Convento e la Cappella del Papa

La visita consente di apprezzare l’eccezionale l’importanza storica e artistica degli spazi del convento domenicano, a cominciare dal celebre Chiostro verde, i cui meravigliosi affreschi della prima metà del Quattrocento, dipinti da Paolo Uccello e collaboratori, sono ora esposti nel Refettorio dopo il delicato intervento di restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure. Il percorso prosegue con la visita della sala dell’antico capitolo, più nota come cappellone degli Spagnoli, il cui ciclo – affrescato da Andrea di Bonaiuto – si pone come una delle più alte e spettacolari rappresentazioni della missione domenicana e del trecentesco Chiostro Grande, da poco riaperto alla fruizione pubblica, che ospita uno straordinaria serie di affreschi dei maggiori pittori dell’Accademia fiorentina del Cinquecento. Infine, un vero e proprio ‘gioiello’ della pittura fiorentina nella fase di transizione fra Rinascimento e Manierismo, la Cappella del Papa: ultimo vestigio degli smantellati appartamenti papali di Santa Maria Novella, la cui decorazione venne affidata a Ridolfo del Ghirlandaio e portata a termine dal Pontormo.
Durata: 1h15′
Per chi: Per giovani e adulti
Quando: lunedì e sabato h 12:00, mercoledì, venerdì e domenica h 16:00



Alla scoperta di Santa Maria Novella

Il complesso di Santa Maria Novella offre l’occasione per immaginare e ricostruire la vita, le regole, l ́orario e le mansioni dei frati domenicani del tredicesimo secolo apprezzando nel contempo la ricchezza dei capolavori che il convento racchiude. Sarà quindi possibile rivivere sulla propria pelle lo scorrere del tempo nel convento – la preghiera nella grande chiesa, tradotta in forma visiva nelle grandi opere di Giotto, Masaccio, Brunelleschi o Ghirlandaio; il pasto comune in refettorio; la riunione nella sala del Capitolo; lo studio in biblioteca, il silenzio nel chiostro; la cura e l’assistenza nell’infermeria; il riposo nei dormitori – giungendo ad apprezzare la portata storica e artistica del complesso.
Durata: 1h15′
Per chi: per famiglie con bambini  e ragazzi 8/12 anni
Quando: lunedì h16:00 e sabato h16:30

http://musefirenze.it/alla-scoperta-dei-grandi-complessi-religiosi-fiorentini/

Kaffeehaus del Giardino di Boboli

Foto di Francesco Baciocchi



Proverbio Toscano del Giorno

"Nella casa dov'è un buon dottore o un ricco prete, von si sente, nè fame nè sete"

domenica 6 agosto 2017

venerdì 4 agosto 2017

Solleone

"solleóne (ant. sollïóne) s. m. [comp. di sole e Leone (segno dello zodiaco), perché in questo periodo il Sole si trova in tale segno, entrandovi il 23 luglio]. – Denominazione del periodo di gran caldo che, nei nostri climi, comprende generalm. l’ultima decade di luglio e la prima metà di agosto. [...]]."
(Treccani)
(Veduta dal Lungarno Ferrucci -
Foto di Roberto Di Ferdinando)

Proverbio Toscano del Giorno

"Si vive bene all'ombra del campanile"

giovedì 3 agosto 2017

Buffalo Bill a Firenze

“Il circo ideato da Buffalo Bill, leggendario pseudonimo di William Frederick Cody, soldato, avventuriero, attore e impresario teatrale americano, sbarcò a Napoli nel 1890. L’8 marzo gli uomini di Buffalo vennero sconfitti dai butteri dell’Agro Pontino nell’arte di domare e sellare i cavalli. La carovana (600 persone fra le quali 100 indiani e 160 cavalli, orsi, bufali, alci e cervi) si diresse verso Firenze e qui si accampò sul lungarno della Zecca dove si esibì a lungo. Buffalo tornò a Firenze nel 1906, stavolta alla guida di oltre 1000 persone e un numero incredibile di animali, tutti arrivati alla stazione di Campo di Marte. Facile immaginare la curiosità che lo spettacolo suscitò in città e nell’intero contado. Il fiorentino Nerbini, pubblicò per decenni le mirabolanti avventure attribuite all’americano Buffalo Bill. […]”
(Alfredo Scanzani, in Storia e storie di Toscana)



La Domenica Metropolitana 6 agosto 2017

Per la Domenica Metropolitana di agosto sono in programma numerose visite alla scoperta
dei Musei Civici Fiorentini, proposte grazie al sostegno di Giotto-FILA: oltre alle visite a
Palazzo Vecchio, al Museo Novecento e a Santa Maria Novella si segnalano le visite alla
Torre di San Niccolò e alla mostra Glenn Brown.Piaceri sconosciuti presso il Museo Bardini,
ma anche le attività della Favola della tartaruga con la vela, Vita di corte e Dipingere in
fresco per le famiglie con bambini.
Sono inoltre in programma le visite accompagnate presso il Museo del Bigallo alle h10.00
e alle h12.00 (Piazza San Giovanni 1, prenotazione obbligatoria, tel. 055-288496).
Si ricorda che tutte le visite guidate e le attività sono gratuite per i cittadini residenti
nella città metropolitana di Firenze e la prenotazione è obbligatoria. All’atto della
prenotazione è possibile riservare un solo appuntamento nel corso della giornata per un
massimo di 5 persone.
Senza prenotazione sono gli *accessi ai Musei Civici Fiorentini.
Museo di Palazzo Vecchio (orario 9.00/23.00), **Torre di Arnolfo (orario 09.00/21.00, 30
persone ogni mezz’ora), Scavi archeologici di Palazzo Vecchio (orario 9.00/23.00, 25
persone ogni mezz’ora), Santa Maria Novella (orario 12.00/18.30), Museo Stefano Bardini
(orario 11.00/17.00), Fondazione Salvatore Romano (orario 13.00/17.00), Museo
Novecento (orario 11.00/20.00), Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine (ingressi
13.00/17.00, ultimo accesso ore 16.15, 30 persone ogni mezz’ora), Museo del Ciclismo
Gino Bartali (ingressi 10.00/16.00), Forte di Belvedere (orario 10.30/19.30, ultimo accesso
18.30), Torre San Niccolò (orario 17.00/20.00, 18 persone ogni mezz’ora).
Attenzione: le biglietterie chiudono un’ora prima dell’orario di chiusura.
*Gli accessi sono disponibili fino ad esaurimento posti per motivi di sicurezza.
**In caso di pioggia la Torre di Arnolfo resterà chiusa al pubblico per motivi di sicurezza.
Sarà accessibile il camminamento di ronda.


INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Da lunedì 31 luglio a sabato 5 agosto h 9.30-13.00 e h14.00-17.00
(ATT.NE: il servizio non è attivo la domenica mattina).
Tel. 055-2768224, 055-2768558
Mail info@muse.comune.fi.it
Web www.musefirenze.it

MUSEO DI PALAZZO VECCHIO
Percorsi segreti target: per giovani e adulti
orari: 10.00, 11.30, 14.30, 16.00, 19.00
durata: 1h15’ La proposta consente di visitare alcuni ambienti particolarmente preziosi: fra questi la scala realizzata per volere di Gualtieri di Brienne e ricavata nello spessore della muraglia; lo Studiolo di Francesco I de’ Medici, raffinatissimo scrigno “di cose rare et pretiose”, e lo Scrittoio del padre Cosimo I (più conosciuto come Tesoretto); infine l’imponente struttura a capriate che sorregge il soffitto a cassettoni del Salone dei Cinquecento.
Visita a Palazzo target: per giovani e adulti
orari: 10.00, 12.00, 13.30, 15.00
durata: 1h15’ Palazzo Vecchio è il cuore di Firenze, simbolo della storia della città. Una storia che comincia nel 1299, quando nasce per ospitare i governanti della Firenze medievale, e che conosce un’età dell’oro nel momento in cui la famiglia Medici vi porta la propria residenza trasformandolo in una vera Reggia. La visita permette di comprendere come architetture, arti minori, sculture e dipinti concorrano alla creazione di un unicum ricco e complesso che si è trasformato, stratificato e rinnovato nel corso dei secoli.
I segreti di Inferno target: per giovani e adulti
orario: 10.30, 17.30
durata: 1h15’
“Palazzo Vecchio assomiglia a una gigantesca torre degli scacchi. Con la sua solida facciata squadrata e gli spalti merlati, l’edificio è situato a guardia dell’angolo sudorientale di piazza della Signoria”. Così scrive Dan Brown nel suo ultimo best-seller, Inferno, ambientato a Firenze e in larga parte in Palazzo Vecchio. Seguendo i passi del professor Robert Langdon, il pubblico potrà conoscerne la storia rivivendo le ambientazioni e le scene del romanzo, dalle sale pubbliche agli ambienti più segreti.
In bottega, dipingere in fresco target: per famiglie con bambini dagli 8 anni
orario: 12.00
durata: 1h15’
“Di tutti gli altri modi che i pittori faccino, il dipingere in muro è il piu` maestrevole e bello”. Cosi` Giorgio Vasari presenta la tecnica dell’affresco, considerata fra le più difficili poiche´ non consente ripensamenti e richiede una perfetta conoscenza dei materiali e dei pigmenti. L’atelier consente di cimentarsi con le diverse fasi di esecuzione di un piccolo affresco, che al termine dell’attività i partecipanti potranno portare via con se´.
Vita di corte target: per famiglie con bambini dai 4 ai 7 anni
orario: 11.30
durata: 1h15’
Oggi Palazzo Vecchio è un museo, ma nel Cinquecento era la residenza del duca Cosimo I de Medici, di sua moglie Eleonora de Toledo e dei loro undici figli. Attraversando le sale del museo i visitatori potranno non solo ammirare lo splendore della reggia ma anche immaginare i sontuosi banchetti nella Sala Grande e i terrazzi fioriti come giardini. Infine sarà possibile indossare mantelli e zimarrine, scarpe e cappelli cinquecenteschi oppure dilettarsi con alcuni giochi da principini.
Favola della tartaruga con la vela
target: per famiglie con bambini dai 4 ai 7 anni
orari: 10.30
durata: 1h Alla fine del XV secolo i Capitani francesi di Carlo VIII, diretti a Napoli per riconquistarne il regno, si adornavano di “pompose imprese”, simboli portati nelle sopravvesti, barde e bandiere, per significare parte delle loro qualità e virtù. A imitazione di questi capitani, anche i grandi signori e i nobili cavalieri italiani adottarono questa usanza, tanto che l’impresa divenne uno dei tratti più caratteristici della sofisticata cultura Cinquecentesca. Fra le sue imprese il duca Cosimo aveva una particolare predilezione per la tartaruga con la vela, che è infatti onnipresente nelle sale del suo Palazzo. Sarà proprio una piccola tartaruga a raccontare ai bambini un’antica storia che parla di bambini e di tartarughe, di velocità e di lentezza, di prudenza e di saggezza. Al termine della storia i bambini si cimenteranno in una “caccia alla tartaruga con la vela” negli ambienti di Palazzo Vecchio.
MUSEO STEFANO BARDINI
Visita alla mostra Glenn Brown. Piaceri sconosciuti
target: per giovani e adulti
orari: 14.00, 15.00, 16.00
durata: 50’
La visita permette di apprezzare le opere di Glenn Brown nell’intreccio con le collezioni Bardini che abitano usualmente le sale del museo: dipinti e sculture eleganti, colte e seducenti, quelle dell’artista britannico ormai di fama mondiale, che affondano le proprie radici nella storia dell’arte guardando ai capolavori del passato e proponendone una nuova metamorfosi e una nuova vita. Ed ecco che, per esempio, i pagliacci dei dipinti Poor Art e Unknown Pleasures dialogano amaramente tanto con la loro originaria fonte di ispirazione - un dipinto della scuola di Rembrandt - quanto con il monumentale Crocifisso quattrocentesco del museo, mentre i raffinatissimi disegni realizzati sulla scia dei grandi maestri trovano la loro perfetta collocazione nelle piccole e grandi cornici Bardini.
COMPLESSO DI SANTA MARIA NOVELLA
Visita alla basilica
target: per giovani e adulti
orari: 14.30
durata: 1h15’
La visita porta alla comprensione di uno straordinario documento della storia dei domenicani ma anche di un fondamentale capitolo della storia della città di Firenze. In questo senso un’attenzione particolare sarà dedicata alla storia dell’ordine, i cui caratteri teologici soggiacciono a tutte le vicende architettoniche e artistiche del convento, ma anche alla partecipazione attiva della cittadinanza, che da sempre ha supportato la vita del complesso grazie a lasciti, committenze e patronati. Sarà così possibile comprendere le peculiarità storiche ed estetiche dei maggiori capolavori del complesso, eseguiti dai maggiori artisti del Medioevo e del Rinascimento: fra questi Giotto, Masaccio, Filippo Brunelleschi, Paolo Uccello, Domenico Ghirlandaio, Filippino Lippi.
Visita ai chiostri
target: per giovani e adulti
orari: 16.00
durata: 1h15’
La visita consente di apprezzare l’eccezionale l’importanza storica e artistica degli spazi del convento domenicano, a cominciare dal celebre Chiostro verde, i cui meravigliosi affreschi della prima metà del Quattrocento, dipinti da Paolo Uccello e collaboratori, sono ora esposti nel Refettorio dopo il delicato intervento di restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure. Il percorso prosegue con la visita della sala dell’antico capitolo, più nota come cappellone degli Spagnoli, il cui ciclo – affrescato da Andrea di Bonaiuto – si pone come una delle più alte e spettacolari rappresentazioni della missione domenicana e del trecentesco Chiostro Grande, da poco riaperto alla fruizione pubblica, che ospita uno straordinaria serie di affreschi dei maggiori pittori dell’Accademia fiorentina del Cinquecento. Infine, un vero e proprio ‘gioiello’ della pittura fiorentina nella fase di transizione fra Rinascimento e Manierismo, la Cappella del Papa.
MUSEO NOVECENTO
Visita al museo target: per giovani e adulti
orari: 15.30, 17.00
durata: 1h15’ La visita consente di ripercorrere a ritroso il XX secolo individuando i movimenti, le poetiche e gli artisti che ne hanno segnato i decenni. A partire dalla Biennale di Venezia del 1988, intesa come primo riconoscimento dei giovani fiorentini De Lorenzo, Guaita e Catelani. Il percorso ripropone le tensioni e gli ideali degli anni Settanta e Sessanta – con grandi opere quali la Superarchitettura di Archizoom e Adolfo Natalini o il Plurimo di Emilio Vedova – per poi addentrarsi negli anni centrali del Novecento, riccamente rappresentati grazie alle donazioni di importanti artisti e collezionisti: fra questi Alberto Della Ragione, all’interno della cui collezione spiccano capolavori di De Chirico, Sironi, Casorati, Depero, Morandi, Martini. Nell’intreccio fra pittura, scultura, musica, poesia, moda, cinema e teatro il percorso condurrà fino all’alba del secolo, animata dalle prime pulsioni delle avanguardie internazionali.
TORRE DI SAN NICCOLO’
Visita alla Torre
target: per tutti, a partire dai 10 anni
orari: 17.00, 17.30, 18.00, 18.30, 19.00, 19.30
durata: 30’
Il percorso propone una narrazione a più tappe – dal fornice al piano terreno fino alla sommità – che consente di ricostruire vicende e momenti emblematici della storia della porta-torre di San Niccolò, con un’attenzione particolare alle sue funzioni difensive e commerciali. La visita si conclude in cima, da dove si potrà godere di una meravigliosa vista sulla città.

Veduta di Firenze (a sinistra Fiesole) dall'Olmo

Foto di Roberto Di Ferdinando

Proverbio Toscano del Giorno

"Si spende più a fare un mercante che un dottore"

mercoledì 2 agosto 2017

Lindt e Firenze

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Se t'imbianco, gli è onor mio, se ti rompo, non t'ho fatto io"
(Dettato delle lavandaie che strusciano i panni per lavarli bene e presto)

martedì 1 agosto 2017

Cielo fiorentino

Foto di Lorenzo Fanti


La grazia virile

“[…] A Firenze l’omosessualità o bisessualità è sempre stata molto comune. E pare ricorresse, come la gotta, nella famiglia Medici. L’effeminatezza degli ultimi Medici, la loro avversione incontrollabile per le donne, fu del resto causa della loro estinzione: i rampolli si fecero più radi e più fragili fino a sparire del tutto col grasso Gian Gastone. Rispuntò in Francia col figlio di Caterina, Enrico III, il quale apparve a una festa a Chenonceaux, in onore della sua ascesa al trono, in abiti femminili. Il locus classicus, però, fu la mensa di Lorenzo il Magnifico, dove il giovane Michelangiolo incontrò Poliziano, e ch’era nota per le sue tendenze <<greche>>. […]
Questa inclinazione si riscontra dovunque nel Rinascimento, ma  a Firenze aveva profonde radici ed era ben lungi dall’essere <<innaturale>>. […]. <<Michelangiolo non avrebbe potuto peccare di più col cesello>> commentava pensieroso un fiorentino osservando al Bargello le bianche curve morbide del Bacco. In qualsiasi società virile i giovinetti divengono oggetto di desiderio e i fiorentini, appassionati e intellettuali, furono sensibili alla grazia virile quasi quanto gli ateniesi .[…].
Nel Quattrocento fiorentino, le gambe e le natiche maschili, robuste, ben tornite, inguainate nelle aderenti calzamaglie sono sempre dipinte con ostentazione; queste gambe sono viste da tutti gli angoli, di profilo, di faccia, di trequarti e, forse più sovente, da dietro o leggermente voltate, in modo da esaltare la bellezza del polpaccio. Che indugino oziose, erette , o che si muovano a gran passi per la piazza, queste agili gambe di ragazzi, da Masolino a Botticelli, sono tra i vanti maggiori della pittura fiorentina; quasi sempre appartengono a spettatori che conversano per strada mentre si svolge un evento sacro o a passanti causali che attraversano ignari la scena del miracolo con passo rapido e preoccupato. […]”
(Mary McCharty, le pietre di Firenze, 1956)

Proverbio Toscano del Giorno

"Si spende più a fare un mercante che un dottore"

lunedì 31 luglio 2017

Palazzina della Meridiana - Giardino di Boboli

Foto di Francesco Baciocchi


Dalle torri, lo spettacolo di Firenze Alla scoperta di porte, torri e mura della città.

Per la prima volta visite guidate al Baluardo a San Giorgio. Visite anche alla Torre della Zecca e Porta Romana.
A seguito della riapertura al pubblico di Torre San Niccolò, avvenuta nel 2011, e alla luce del grandissimo successo di pubblico che la riapertura di Torre
della Zecca e Porta Romana ha riscosso, continua anche per il 2017 il progetto di valorizzazione delle porte e delle torri cittadine.
Per  quest’estate quindi  – a partire dal “ponte” del 24 giugno  fino a settembre – il Comune di Firenze e l’Associazione MUS.E ripropongono quindi al
pubblico la visita di Torre San Niccolò, di Torre della Zecca e di Porta Romana, con una novità: l’apertura del Baluardo a San Giorgio.
I primi tre monumenti fanno parte dell’ultima cerchia muraria fiorentina, realizzata a partire dal 1284 per volere della Signoria di Firenze e il cui
progetto è legato al nome di Arnolfo di Cambio. Un’impresa grandiosa e impegnativa, tanto che i lavori si concluderanno solo nel 1333, avendo dato vita a un
circuito murario lungo più di otto chilometri e intervallato da quindici grandi porte di accesso, oltre a numerose torri di difesa.
Ecco le protagoniste:
Torre San Niccolò, porta maestra a ridosso dell’Arno edificata intorno al 1345, unica fra le torri ad aver mantenuto l’originaria altezza perché protetta
dalla collina di San Miniato: “regina delle torri” di cui i visitatori potranno gustarne la storia, pietra dopo pietra, per poi godere di una meravigliosa
vista sulla città.
Torre della Zecca, il cui nome ricorda il luogo dove venivano coniate le monete fiorentine grazie all’uso di magli azionati dal flusso dell’acqua del fiume.
La visita consentirà così di apprezzare la storia della torre ma anche di conoscere – tra fiorini, denari e quattrini –  le vicende della zecca cittadina, qui trasferitasi dalla primitiva collocazione nei pressi di Palazzo Vecchio per l’edificazione della Loggia dei Signori.
Porta Romana, originariamente dedicata a San Pier Gattolino (dal nome di una chiesa nelle vicinanze), la cui visita consentirà di percorrere anche uno dei pochi tratti di mura tuttora esistenti: il pubblico potrà entrare da via Gusciana, che un tempo ospitava le stalle dei fiaccherai e le botteghe degli scalpellini, per salire sul camminamento esterno delle mura e giungere alla “soffittona” della porta, realizzata negli anni Venti del Trecento su disegno di Jacopo Orcagna ma  sensibilmente abbassata nel Cinquecento per non diventare facile bersaglio delle artiglierie nemiche.
Infine il Baluardo a San Giorgio, costruito intorno al 1552 per volere di Cosimo I su disegno di Giuliano di Baccio d’Agnolo nell’ambito di un massiccio potenziamento militare della città. Di forma trapeizodale, venne addossato alle trecentesche mura medievali e fu probabilmente realizzato qualche decennio prima in terra battuta da Michelangelo Buonarroti in occasione dell’assedio di Firenze da parte delle truppe imperiali nel 1529-1530. Attualmente è in uso alla Compagnia Balestrieri Fiorentini. Aggiornamento: posti per le visite al Baluardo esauriti
La Torre di San Niccolò come di consueto sarà aperta tutta l’estate, fino al 31 agosto. Le altre torri saranno visitabili ciascuna in 4 date, una volta al mese. Di seguito i dettagli:
Torre San Niccolò: tutti i giorni fino dal 24 giugno al 31 agosto h17/20, dal 1° al 30 settembre  h16/19 visite guidate ogni 30’. Chiuso i giorni 12 e 13 settembre.
Baluardo a San Giorgio (via Belvedere 2): 8 luglio (h17-20) – 12 agosto (h17-20) – 9 settembre (h16-19)- 7 Ottobre (h15-18) visite guidate ogni 60’ 

Per chi: per tutti, a partire dagli 8 anni
Quanto: €4,00 cad.  (gratuito ˂18 anni, guide turistiche e interpreti, membri ICOM, ICOMOS e ICCROM)

In caso di pioggia il servizio è annullato. Si consiglia la prenotazione.
Le torri ad eccezione del Baluardo a San Giorgio non sono accessibili ai disabili motori.
http://musefirenze.it/torri-di-firenze-2017/

Proverbio Toscano del Giorno

"Chi è stato battezzato con l'acqua del fosso puzza sempre di umido"

È arrivato il bus FB, la navetta dell’arte!

In tanti lo avevano chiesto, finalmente è arrivato: da oggi nasce la linea estiva Ataf FB,
che collega il centro alla mostra “Ytalia” al Forte di Belvedere
Il Forte di Belvedere è meraviglioso, domina la città dall’alto. Però raggiungerlo non sempre è
semplicissimo: per chi non è allenato, o per chi soffre il caldo, la salita da Costa San Giorgio
o da Via dei Bastioni può risultare sfiancante.
Ma da oggi finalmente è arrivata una soluzione comoda ed economica: è infatti nata la linea
Ataf “FB”, che collega il centro storico con le colline panoramiche di Firenze e in particolare
con il Forte di Belvedere e con Villa Bardini, sedi di mostre d’arte di rilievo internazionale.
Un progetto costruito dal Comune di Firenze, in collaborazione con MUS.E e la Fondazione Cassa
di Risparmio di Firenze, che attraversa l’Oltrarno e vi accompagnerà dritti fino alle
mostre più importanti dell’estate.
Come funziona il servizio? Dal 18 luglio al 1° ottobre un bus Ataf effettuerà 15 coppie di corse al giorno – una ogni 30 minuti – dalle 10 alle 19 tutti i giorni dal martedì alla domenica. Un capolinea sarà in piazza Pitti, l’altro al Forte di Belvedere.
Il tragitto, a partire da Piazza Pitti, toccherà via dei Bardi, Piazza dei Mozzi davanti al Museo
Stefano Bardini dove è in corso la mostra Glenn Brown. Piaceri Sconosciuti, effettuerà una
fermata in Porta San Miniato, nel centro del quartiere di San Niccolò, per “arrampicarsi” poi
lungo i bastioni fino al Forte di Belvedere. Da via di San Leonardo, varcato il cancello, vi
potrete immergere direttamente nel cuore della mostra YTALIA.
Dal capolinea di Via San Leonardo è inoltre possibile raggiungere in pochi passi anche Villa
Bardini, dove è stata da poco inaugurata l’esposizione “Lloyd. Paesaggi toscani del
Novecento”.
Dopo aver visitato le mostre e ammirato Firenze dalla più bella terrazza della città, l’autobus
vi accompagnerà di nuovo verso il centro con un giro panoramico sulle colline: Viale Galilei,
Viale Machiavelli, Porta Romana in piazza della Calza, Via Romana, piazza San Felice. Ultima
fermata, di nuovo in in Piazza Pitti.
Si sale a bordo con il normale biglietto della Scarl ATAF&Li-nea, acquistabile ai distributori,
nelle edicole, in tabaccheria, via sms.
La nuova linea “FB” è stata pensata per offrire un servizio ai tanti fiorentini e turisti che
desiderano visitare la mostra “Ytalia. Energia Pensiero Bellezza”, al Forte di Belvedere fino
al 1° ottobre, e la mostra “Lloyd. Paesaggi toscani del Novecento”, che si apre il 14 luglio
a Villa Bardini.
http://musefirenze.it/ytalia/e-arrivato-il-bus-fb-la-navetta-dellarte/

Firenze

Foto di Francesco Baciocchi

sabato 29 luglio 2017

venerdì 28 luglio 2017

giovedì 27 luglio 2017

La chiesa di Santa Margherita de’Cerchi e lo zabaione



“[…] Nella chiesa di Santa Margherita de’Cerchi […] ha sede la venerabile Compagnia dei “Quochi” (con la Q) dedicata a San Pasquale Baylon – nome derivato da quello della festività religiosa della Santa pasqua – morto in Spagna a Villareal il 17 maggio 1592. San Pasquale è il patrono universale dei cuochi e dei pasticcieri. Nella chiesa, davanti all’altar maggiore, è tuttora visibile lo storico sepolcro della compagnia. Il termine Zabajone, infatti , secondo una leggenda trarrebbe origine dal nome del frate, San Pasquale de Baylon che in dialetto torinese abbreviato diventò San Bajon, italianizzato poi in Zabaione. San pasquale è anche protettore delle donne, in particolare, in particolare di coloro che cercano marito. In antico era diffusa anche una preghiera che recita: “San pasquale Baylon, protettore delle donne, mandami un marito, bianco rosso colorito, ma deve essere tale e quale, come te San pasquale”. A San Pasquale è inoltre attribuita l’invenzione del corroborante “zabaione”. […]”
(Testo tratto da: “A zonzo per Firenze”, di Luciano e Riciardo Artusi, pubblicato su Il Reporter di aprile 2017)