domenica 25 giugno 2017

27 giugno - Associazione Archeosofica - CONCERTO di CHITARRE CLASSICA ed EPTACORDE RUSSA del Maestro ALEXANDER MIRONOV

CONCERTO di CHITARRE
CLASSICA ed EPTACORDE RUSSA del Maestro ALEXANDER MIRONOV.

MARTEDÌ 27 Giugno ALLE ORE 21,30 a Firenze presso la Sala della sezione di
Firenze dell’Associazione Archeosofica, in Lungarno Guicciardini 11/rosso.

In programma musiche di Bach, Tàrrega, Albeniz, Piazzolla, Diens, Mironov.

L’INGRESSO È LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI (NON SI PRENDONO PRENOTAZIONI)

OFFERTA LIBERA

Per la locandina dell’evento con il programma:
https://archeosofiafirenze.org/2017/06/19/27-giugno-2017-concerto-di-chitarr
e-di-alexander-mironov/#more-6337

Associazione Archeosofica, Sezione di Firenze
Lungarno Guicciardini, 11/rosso
50125 Firenze
Tel. 055215940
info.firenze@boxletter.net
http://archeosofiafirenze.org

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Via dell'Agnolo: l'ex casa del fascio Foto di Francesco Baciocchi

L'ex casa del Fascio di Firenze, oggi sede dell'Ufficio tecnico erariale, si trova in via dell'Agnolo 80. L'edificio occupa un intero isolato delimitato ad ovest dalla via Verdi, a nord dalla via dell'Ulivo, ad est dalla via dei Pepi ed a sud dalla via dell'Agnolo. Il volume compatto emerge nel tessuto articolato e minuto del popolare quartiere di Santa Croce, differenziandosene fortemente e costituendo inevitabilmente, assieme alle Poste ed agli edifici adibiti ad attività direzionale e scolastica sulle vie Pietrapiana e dell'Agnolo, un elemento di estraneità.
Storia
L'edificio fu commissionato come sede del gruppo rionale "Dante Rossi" all'architetto Raffaello Fagnoni dalla federazione fascista dopo che questa aveva acquistato dal comune di Firenze, nel 1938, un lotto di proprietà del Comune nel quartiere di santa Croce, in corso di risanamento.
Il progetto, completamente definito nel dicembre dello stesso anno, si uniformava al Regolamento che accompagnava il piano di ricostruzione disposto dall'Ufficio Tecnico e prevedeva che: l'edificio fosse costituito di due corpi distinti, in modo da conservare la preesistente via Rosa; la maggior parte dell'area (1490 m2. su un totale di 2600) fosse destinata a giardino; i fronti si allineassero lungo strada seguendone l'andamento (da qui il fronte convesso su via dell'Agnolo); l'altezza non superasse i 14 metri. Il complesso presenta dunque un impianto ad "U" articolato in due diverse parti: la prima (asse via Verdi-via dell'Agnolo) ha tre piani fuori terra e facciate rigorosamente simmetriche scandite da un ritmo regolare di finestre riquadrate in pietra; in essa si trovano le sale e gli uffici: la seconda (asse via dei Pepi) si sviluppa su unico piano ed è caratterizzata da una teoria di porte sovrastate da luci quadrate sulla via dell'Agnolo, da finestre ed oblò sulla via dei Pepi; in essa erano previsti il cinema-teatro e la palestra.
La costruzione
I lavori del primo lotto (ali su via Verdi e via dell'Agnolo) furono appaltati nel gennaio del 1939; le demolizioni vennero avviate il 13 gennaio dello stesso anno ed i lavori ebbero inizio il 14 febbraio, appena terminata la tramvia nelle vie dell'Agnolo e Verdi. La costruzione procedette con estrema celerità, tanto che nel marzo erano già costruiti gli scantinati, nel maggio si innalzarono le strutture del piano terra e nell'agosto si iniziò la copertura. L'edificio venne inaugurato il 21 aprile 1940 alla presenza del ministro Alessandro Pavolini[1].

Nell'occasione l'edificio venne segnalato dalle cronache cittadine per lo stile "dignitoso, di chiaro sapore fiorentino" e per "l'aspetto grandioso, pur nelle linee semplici e moderne".

L'ampliamento Modifica
A seguito dello scoppio della guerra, e della mutata situazione politica, non si dette avvio alla costruzione del secondo lotto (palestra-cinema) e l'edificio mutò la propria destinazione d'uso.
Questo venne trasformato in nuova sede dell'Ufficio tecnico erariale a partire dal 1955 e sin da questa data si rese necessario ampliarlo per poter accogliere gli uffici del Centro meccanografico catastale e delle visure per il pubblico.[...]"
(Da Wikipedia)

sabato 24 giugno 2017

26 giugno - Conferenza sui vaccini

Il dott. Montanari risponde

sul tema vaccini

 

Lunedì 26 alle ore 21 (ma meglio essere lì mezz'ora prima), si svolgerà a Firenze il convegno per dare le risposte alle mille domande dei genitori sul tema vaccini.

 

Il dott. Stefano Montanari è Direttore scientifico del labotatorio Diagnostics di Modena in cui si svolgono ricerche e si offrono consulenze di altissimo livello sulle nanopatologie.
Docente in diversi master nazionali ed internazionali, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche e da anni svolge un’intensa opera di divulgazione scientifica nel campo delle nanopatologie.

 

L'ingresso all'evento sarà di minimo 5 €, che saranno devoluti al laboratorio per le ricerche del dottore. Se non potrete essere presenti è comunque possibile contribuire effettuando una donazione su Postepay o con bonifico (vedi sotto).

Saranno presenti anche genitori con bambini danneggiati e sarà una buona occasione per confrontarsi su un tema così attuale.

 

Lunedì 26 Giugno ore 21

Teatro SanCat - Via del Mezzetta, 1

Firenze

venerdì 23 giugno 2017

7 Giugno - METTI UNA SERA AGLI #UFFIZILIVE: QUANDO L’ARTE COINVOLGE

Martedì 27 giugno 2017 LA COMPAGNIA SOSTA PALMIZI  nella “La Venere e il Vento” performance itinerante sul corporeo e l'incorporeo nelle icone femminili degli Uffizi.
Al secondo piano, con inizio dal Primo Corridoio, nei seguenti orari: 19:00-19:30, 19:45-20:15, 20:30-21:00.
Musica, danza, teatro, performance e tanto altro, ogni martedì a partire dalle 19.00
Apertura straordinaria degli Uffizi per martedì 27 giugno con orario 8.15-21.50

Nell’ambito di #UffiziLive, martedì 27 giugno si esibirà, a partire dalle h. 19.00 e per 6 riprese la Compagnia Sosta Palmizi che metterà in scena la performance
“La Venere e il vento”; un itinerario itinerante sul corporeo e l’incorporeo nelle icone femminili degli Uffizi.
Come ogni martedì sera estivo, per tutti i visitatori che saranno in Galleria, si ripete la magia di vedere il sole tramontare dietro le vetrate dei veroni che guardano verso Ponte Vecchio. Un’ora fantastica per fissare un indelebile ricordo della città e della sua più importante Galleria che addiziona, al fascino del suo orario insolito di apertura, un elemento ulteriore d’arte, attraverso gli spettacoli offerti dalla rassegna gratuita denominata #UffiziLive, giunta alla sua seconda edizione.

Architettura anni Trenta: zona Campo di Marte

Foto di Francesco Baciocchi



25 Giugno - Le Murate - Performance teatrale: SHAKESPEARE A COLAZIONE

DOMENICA 25 GIUGNO

    h 11:00 Performance teatrale

SHAKESPEARE A COLAZIONE

Con Manfredi Pinzauti, Arianna Dessì, Sofia Giunta, Carolina Guidazzi, Carolina Mesoraca, Francesca Miranceli, Gaia Zipoli, Paolo Martinenghi, Laura Quartara, Flavia Cori: Virginia Puccianti, Marco Bianchini, Francesco Barilli, Irene Giannotti.
Muische dal vivo: Simone Solazzo
Regia: Chiara Macinai

Bere un cappuccino ascoltando i segreti di Elsinore dalla viva voce di Amleto? Mangiare un cornetto alla crema con Lady Macbeth, o prendere un caffè con la famiglia Capuleti? Tutto questo diventa possibile con Shakespeare a Colazione, una commedia irriverente in cui i personaggi scespiriani si avvicendano tra i tavoli del caffè Letterario di Firenze per una matinée teatrale davvero speciale.
Gertrude, Rosalinda, Ofelia e altri celebri personaggi del teatro elisabettiano vi aspettano, tra fate e bisbetiche domate, dialoghi e sonetti. Gli attori si avvicendano portando sulla scena dialoghi e monologhi tratti da "Romeo e Giulietta", "La dodicesima notte", “Sogno di una notte di mezza estate" e altri classici: a fare da cornice, una sgangherata compagnia di girovaghi che intrattiene il pubblico con i Sonetti del Bardo e il servizio di una vera colazione, con tanto di cappuccino e brioche: amore, teatro, poesia e... un latte macchiato, grazie! La commedia si accompagna con musica dal vivo eseguita da un musicista professionista che suona strumenti a corda rinascimentali e antichi.
Caffè Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
caffeletterario@lemurate.it
(+39) 055 2346872
www.lemurate.it

24 giugno - Le Murate - NATURA: Spettacoli, danza, canto e mostra sul tema della natura e i suoi elementi

h 17:00 Evento

NATURA

A cura dell’Associazione Emozionote, presidente Chiara D’Andrea.
Spettacoli, danza, canto e mostra sul tema della natura e  i suoi elementi.

Qual è il rapporto che la società di oggi ha con la natura?  Questa è la domanda a cui lo spettacolo La natura tenta di rispondere. Un tempo era nostra madre, colei che ci nutriva e ci accudiva, le dedicavamo riti, canzoni e preghiere. Ci riunivamo intorno ai suoi alberi più antichi per portare omaggi e renderla partecipe del nostro operato e vissuto. Oggi la sua magia ai nostri occhi è quasi scomparsa, non ci soffermiamo più ad osservare la sua bellezza, a respirarla come parte della nostra vita. Questo spettacolo vuole ringraziare e celebrare la natura in tutte le sue forme e i suoi aspetti.
Caffè Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
caffeletterario@lemurate.it
(+39) 055 2346872
www.lemurate.it

Piazzale Michelangelo (2004)

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Non introdurre l'asino in sala, che poi ti manderà fuori e della sala e della camera"

giovedì 22 giugno 2017

26 giugno - La nobilta' del sapere e l'insegnamento di Don Lorenzo Milani - Biblioteca ITI Leonardo da Vinci

Il 26 giugno del 1967 moriva Don Lorenzo Milani.
La Biblioteca celebra il 50esimo anniversario della morte, proponendo un incontro durante il
quale sara' analizzato il libro di Padre Balducci: 'L'insegnamento di Don Lorenzo
Milani'. 27 giugno, ore 15.00.
"Attraverso gli scritti di Ernesto Balducci su don Milani, che si snodano dal 1967 al 1992,
possiamo cogliere le affinità e le enormi differenze tra due dei maggiori testimoni e
interpreti del travaglio della Chiesa negli anni Sessanta. Due esperienze pastorali e pedagogiche
che hanno seguito itinerari esistenziali differenti, ma si sono servite dello stesso
linguaggio della fede. Ernesto Balducci (1922-1992) entra giovanissimo nell'ordine degli
Scolopi. Nel 1958 fonda la rivista "Testimonianze" e successivamente raccoglie
intorno a sé un folto gruppo di giovani nel "Cenacolo". Docente di storia e filosofia negli
istituti dell'Ordine dei padri Scolopi, nel 1963 affronta il processo che lo vede accusato della
difesa del primo obiettore di coscienza cattolico. A Firenze negli anni Cinquanta e
Sessanta opera a fianco di Giorgio La Pira e Lorenzo Milani."
L'iniziativa è rivolta agli allievi, ai docenti e anche al pubblico esterno della Biblioteca.
www.biblioteche.comune.fi.it/biblioteca_iti_leonardo_da_vinci

mercoledì 21 giugno 2017

Marijuana militare


Un colonello signore della droga? Suona male. Eppure Antonio Medica ha le carte in ordine per coltivare marijuana: dirige a Firenze il laboratorio specializzato nello Stabilimento chimico farmaceutico militare e ne produce 100 kg l’anno per gli usi farmacologici consentiti dalla legge, cioè terapia del dolore per malati di cancro e sclerosi multipla e trattamento di pazienti terminali. La piantagione in serre è blindata. La marijuana terapeutica è diversa da quella spacciata. Uno degli obiettivi è tenere contenuto il prezzo: -30% rispetto a quella prima importata dai Paesi Bassi per le farmacie.
(tratto dalla rivista Capital di aprile-maggio 2017)
http://www.agi.it/video/2017/02/10/news/la_marijuana_del_colonnello_viaggio_nella_serra_militare_di_firenze_che_produce_cannabis_terapeutica-1473582/

26 Giugno - Incontro “Le Gualchiere di Remole. Fortuna e destino di Firenze

LE GUALCHIERE DI REMOLE - INVITO
Il più importante complesso pre-industriale superstite d’Europa, sulle rive dell’Arno poco a
monte di Firenze, sta per essere messo all’asta.
Il Circolo “Vie Nuove” (Firenze, viale Giannotti 13), in collaborazione con Archeologia Viva e
“tourismA”, organizza l’incontro “Le Gualchiere di Remole. Fortuna e destino di Firenze”, lunedì
26 giugno 2017, ore 17.
Intervengono:
Franco CARDINI “Quando Firenze filava”,Guido VANNINI “L’archeologia non è acqua: l’Arno
è Firenze”,
Leonardo ROMBAI “Gualchiere di Remole: 700 anni di storia, 50 anni di progetti, un mese per
venderle”,
Pietro LAUREANO “Le Gualchiere di Remole, non problema ma fortuna”,
Mario BLOCKLEY “Mulini di successo in Inghilterra”.
Introduce: Luciano BARTOLINI.
Ingresso libero
Info: 055.683388 vienuove@vienuove.it Archeologia Viva Via Bolognese 165,
50139 Firenze
Tel: +39 055 5062303 | archeologiaviva@giunti.it
| www.archeologiaviva.it

21 Giugno - Giornata di studi "La magia aggressiva nel mondo antico"

Giornata di presentazione del progetto "La magia aggressiva nel mondo antico: lessico e
formulario dei testi in greco", organizzata dal Dipartimento di Lettere e Filosofia. Il 21
giugno alle 15 presso la Sala Comparetti, Piazza Brunelleschi, 4 Firenze.
http://www.progettomagia.unifi.it/cmpro-v-p-81.html

25 Giugno - Visita guidata al Giardino di Boboli

ITINERARI FIORENTINI
Si concludono domenica 25 giugno, di mattina e all’aperto, i nostri “ITINERARI FIORENTINI”.
Seguirà una piccola pausa estiva.
Abbiamo in programma una bella visita guidata, certamente da Stefania Acuti, al Giardino di
Boboli.
Recuperiamo così la passeggiata “bobolina” dell’anno scorso quando solo poche impavide
seppero affrontare tuoni e fulmini.
Tradizionale e puntuale antefatto di Stefania: “Il giardino di Boboli, nato
dall’antico “orto dei Pitti”, è stato il primo parco monumentale d’Europa e
il prototipo di molti giardini reali, compreso quello della Reggia di Versailles.
La sua complessa architettura verde, nata per lo svago dei granduchi
ma anche per rifornire la loro mensa, ha una storia lunga quattro secoli
che ha reso questo luogo un grande museo a cielo aperto.
Il percorso è artistico, alchemico e botanico e si snoda tra giardini privati,
frutteti, “cerchiate” di lecci e fontane per scoprire opere di ogni epoca,
dall’arte romana a quella contemporanea, fino al giardino del Cavaliere
appoggiato sulle antiche mura della città e alle grotte di Madama e del Buontalenti, cariche di
significati simbolici”.
Raduno alle 09h45 al cancello Annalena. La visita durerà un po’ meno di due ore. La quota
di adesione prevista è 10,00 euro per i residenti del Comune di Firenze e 20,00 euro per i non residenti. Le iscrizioni sichiuderanno venerdì 23 giugno.
Libreria dei Lettori - Via della Pergola, 12 - 50121 Firenze - T. 055/2264333 -
libreriadeilettori@gmail.com

23 giugno - Le Murate - Presentazione libro con Autore: NON TI FACCIO NIENTE

VENERDI' 23 GIUGNO

    h 19:00 Presentazione libro con Autore
L'associazione culturale La Nottola di Minerva

presenta

NON TI FACCIO NIENTE
Edizioni Piemme

L'autrice Paola Barbato dialoga con Stefano Miniati
Letture a cura di Federica Miniati Un thriller che parte dal 1982, anno in cui un
uomo misterioso rapisce un bambino, lo tiene con sé per tre giorni e poi lo restituisce alla
famiglia illeso. Ma non sarà l'unico. Trentadue bambini in sedici anni. Tutti tenuti per tre
giorni da un signore biondo che cerca di realizzare i loro desideri e li riporta a casa,
felici. Quando la polizia comincia a collegare i rapimenti lampo, l'uomo scompare.
Nel 2015 i figli dei bambini rapiti anni prima, divenuti adulti, vengono a loro volta
sequestrati e poi restituiti alle famiglie. Ma questa volta privi di vita.  Perché il rapitore
“buono” si è trasformato in un assassino? C'è forse qualcuno che intende emularlo, sfidarlo …
punirlo? In un'inquietante e tormentata danza di ombre e luci, Paola Barbato ci conduce fin dentro le
nostre paure più grandi, facendo sanguinare, attraverso un romanzo enigmatico e affascinante,
ferite mai guarite.
Caffè Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
caffeletterario@lemurate.it
(+39) 055 2346872
www.lemurate.it


Proverbio Toscano del Giorno

"Dio ti guardi da villan rifatto e cittadin disfatto"

martedì 20 giugno 2017

Il maggio fiorentino



“[…] Anche maggio è un mese buono, ma incerto; in maggio può piovere per giorni e giorni. Soffia un vento dispettoso e gli abiti pesanti già riposti vengono tirati fuori un’altra volta, spesso odorosi di naftalina. Maggio, però, è il <<mese>> classico di Firenze. Per uno straniero il viaggio ideale è trascorrere il maggio a Firenze, riproduzioni in cornice della Venere o della Primavera botticelliane si assiepano sui lungarni, a gara con tovagliette ricamate e oggettini in pelle, per i turisti stranieri.. la città collabora con il <<Maggio musicale>>, stagione di concerti e di opere che in realtà si inoltra fino alla fine di giugno, e il mercato dei fiori rallegra la Loggia del Porcellino con una profusione di piante da vaso e da giardino: begonie, petunie, gardenie, gerani, nasturzi. Sulle soglie delle ville fioriscono le azalee negli orci, e usignoli gorgheggiano a Fiesole e a Settignano. Dagli Abruzzi arrivano le cornamuse a Porta San Niccolò, e sempre dagli Abruzzi i mulattieri coi loro muli a spaccar legna nel Mugello.
Il maggio fiorentino ebbe il suo stuolo di pittori: Bernardo Daddi, Beato Angelico, Fra Filippo Lippi, Benozzo Gozzoli, Verrocchio, Botticelli: i floreali pittori amati dai vittoriani. L’idea comune che si ha dall’estero di Firenze –che, come tanti luoghi comuni, proviene dall’epoca vittoriana – è fondata appunto sulle loro opere. Né è un’idea del tutto sbagliata. Nella pittura fiorentina si distinguono due modi, così come in politica c’erano Guelfi e Ghibellini, Neri  e Bianchi. L’uno è severo, autunnale, maestoso, talvolta aspro o livido: pittura guelfa, potremmo definirla, che iniziò con Giotto e prosegue con Orcagna, Masaccio, Uccello, Andrea del castagno, Antonio Pollaiolo, Leonardo, Michelangiolo; l’altro modo è soave, fiorito, primaverile, pittura ghibellina che germinò in Siena e fiorì prima in Berbardo Daddi, poi nel Beato Angelico e nei suoi minori imitatori, successivamente in Fra Filippo Lippi, in Verrocchio e, finalmente, in Botticelli. […]”
(Mary McCharty, le pietre di Firenze, 1956)

Santo Stefano al Ponte (settembre 2002)

Foto di Roberto Di Ferdinando


S-PASSO AL MUSEO Campi estivi al Museo di Storia Naturale di Firenze

In occasione delle vacanze estive il Museo di Storia Naturale di Firenze organizza campi settimanali per bambini dai 6 agli 11 anni: esplorazioni, laboratori e giochi tra le sale dei Musei e all’aperto nella meravigliosa cornice dell’Orto Botanico.



Calendario

19 – 23 giugno: Una settimana da naturalisti

26 – 30 giugno: Adattiamoci! Trucchi e strategie dell’evoluzione

3 – 7 luglio: Una settimana geniale sulle orme di Leonardo*

10 – 14 luglio: La tavolozza della natura

4 – 8 settembre: Provando e riprovando sulle orme di Galileo*

11 – 14 settembre: A tu per tu con la Balena

Orario: ore 8.30/9.00 – 16.30/17.00



Sede giornaliera di ritrovo: Orto Botanico, via P. A. Micheli 3, Firenze

Max. partecipanti = 24 bambini. Età 6 – 11 anni.

I campus verranno attivati solo al raggiungimento di almeno 6 partecipanti.



Costi: € 140 a settimana (€ 110 campus dall’ 11 al 14 settembre).

Il costo comprende assicurazione, ingressi ai Musei e laboratori specifici. Merende e pranzi sono a carico delle famiglie.

(Sconto 10% per soci Unicoop; Sconto 15% dipendenti Università degli Studi di Firenze e Regione Toscana; € 100 per fratellli/sorelle del primo figlio

iscritto). Gli sconti non sono cumulabili.



Info e prenotazioni: 055 2756444; edumsn@unifi.it

*si ringraziano per la collaborazione il Museo Galileo (Firenze) e il Museo Leonardiano (Vinci).

Campi estivi 2017

20 giugno - Conferenza "Giuntina: 2037 anni di storia"

Storia recente della casa editrice Giuntina fondata nel 1980 da Daniel Vogelmann, e della Tipografia Giuntina nata nel 1909. Saranno rievocate le vicende drammatiche del padre del fondatore, Schulim Vogelmann, superstite di Auschwitz, a lungo anima della Tipografia Giuntina. Saranno ricordate, inoltre, le nuove collane istituite dal figlio di Daniel, erede della casa editrice. La conferenza si terrà il 20 giugno dalle 15,30 presso il Plesso Didattico di via Gino Capponi 9, Aula 4.
http://www.lilsi.unifi.it/upload/sub/locandina_vogelmann.pdf

23 Giugno - Fondazione il Fiore di Firenze - Il nono “Riconoscimento Caramella” a Martha Canfield

Il 23 giugno, nella sede del Consiglio regionale della Toscana, la Fondazione il Fiore di Firenze assegna alla poetessa e saggista di Montevideo ma fiorentina d’adozione il riconoscimento annuale intitolato al suo fondatore Alberto Caramella. Nell’occasione, letture di poesie di Martha Canfield e interventi sui molteplici aspetti della sua attività letteraria. Ingresso libero.



«Persona di grande sensibilità, umanità e generosità, cittadina illustre di due continenti, ha portato la letteratura ispanoamericana in Italia e la letteratura italiana nel mondo ispanico. Nella sua intensa attività creativa ha spaziato tra la poesia, la critica, le traduzioni e l’insegnamento con risultati del tutto originali e sempre eccellenti».

Con questa motivazione, la nona edizione del “Riconoscimento Alberto Caramella” della Fondazione il Fiore viene assegnata a Martha Canfield, poetessa e letterata dalle molteplici sfaccettature nata a Montevideo ma residente a Firenze da quarant’anni. La consegna dell’annuale riconoscimento intitolato al padre della Fondazione avverrà il 23 giugno, alle 16, nella Sala Gigli di Palazzo del Pegaso a Firenze (via Cavour 4), sede del Consiglio regionale della Toscana, nell’ambito di un incontro durante il quale verranno lette alcune poesie, in italiano e in spagnolo, e saranno presentati i vari aspetti dell’attività letteraria di Martha Canfield. L’ingresso è libero.

Dopo l’introduzione all’incontro della presidente della Fondazione il Fiore Maria Giuseppina Caramella, interverrà Carmelo Andrea Spadola, collaboratore di Martha Canfield nel Centro Studi Jorge Eielson, con una presentazione generale. Seguiranno l’intervento di Flavio Fiorani dedicato alla sua attività saggistica e critica, la relazione di Ernestina Pellegrini sulla sua produzione poetica e quella di Antonella Ciabatti sull’impegno come traduttrice. I versi di Martha in italiano saranno letti da Maria Giuseppina Caramella, quelli in spagnolo da Carmelo Andrea Spadola, con intermezzi musicali del liutista Andrea Benucci. Infine, porteranno le loro testimonianze sulla Canfield come docente universitaria alcuni studenti del passato e del presente: Stefano Cardinali, Giulia Pacini, Rachele Pacini, Pio Villanacci.

Martha Canfield ha trascorso l'infanzia e l'adolescenza tra Uruguay e Colombia e dal 1977 vive a Firenze, dove è professore ordinario di Lingua e Letteratura Ispanoamericana. Ha all’attivo sei raccolte di versi in spagnolo (ultimo: Corazón abismo, México, 2013), quattro in italiano (ultimo: Per abissi d'amore, LietoColle, 2006) e due antologie generali: Sonriendo en el camino, a cura di Márgara Russotto (Montevideo, 2011) e Flamante geografía, a cura di Coral García (Lima, 2012). Ha pubblicato saggi critici e monografie su Borges, García Márquez, Cortázar, poesia chicana e altri, e ha curato in italiano singole opere di numerosi autori, tra cui Álvaro Mutis, Mario Benedetti, Jorge Eduardo Eielson, Mario Vargas Llosa, Ernesto Cardenal, Idea Vilariño, Carmen Boullosa. Dirige la collana "Latinoamericana", della Casa Editrice Le Lettere, ed è presidente del Centro Studi Jorge Eielson, dedicato alla diffusione della cultura latinoamericana.

«Il “Riconoscimento Alberto Caramella” di quest’anno – spiega Maria Giuseppina Caramella - è del tutto particolare perché viene assegnato nell’occasione del doppio anniversario: venti anni dalla nascita della Fondazione il Fiore (1997) e dieci anni dalla scomparsa del fondatore (2007). Ancora maggiore è stata quindi la nostra cura nello scegliere il destinatario di questo riconoscimento che vuole mantenere il sincero spirito di accoglienza e gratitudine che il fondatore riservava a coloro che frequentavano la Fondazione. Infatti il “Riconoscimento Alberto Caramella” ambisce a essere soprattutto un ringraziamento, poiché riteniamo che la poesia, la cultura e la bellezza, siano regali dispensati all’umanità e siano essenziali all’uomo per la sua felicità e la sua crescita».

«Poeta di indiscutibile calibro – continua la presidente della Fondazione il Fiore riferendosi a Martha Canfield -, ha pubblicato diverse opere in italiano e in spagnolo. Prima traduttrice di Jorge Eielson, ha fondato e dirige a Firenze il Centro Studi Jorge Eielson, dedicato al poeta e alla traduzione in italiano delle sue opere. È inoltre critico letterario sensibile e puntuale; entusiasta ambasciatrice di cultura ispanoamericana in Italia e di cultura italiana all’estero. Ma Martha Canfield ha avuto un posto speciale anche nella storia della Fondazione il Fiore. Infatti fu lei ad inaugurare le attività dell’Ente nell’ottobre 1998, in collaborazione stretta con Alberto Caramella, il Prof. Don Carmelo Mezzasalma – che dirigeva all’epoca la Fondazione – e Paola Lucarini, che intervenne leggendo le poesie in italiano. Nell’occasione furono presentati due grandi poeti ispanoamericani, Maria Elena Cruz Varela di origine cubana e Fernando Rendón, colombiano. Successivamente Martha Canfield ha collaborato con la Fondazione in modo continuativo in un rapporto di amicizia e stima che si è rafforzato ed è cresciuto nei venti anni di vita della Fondazione il Fiore». Fra le collaborazioni, può essere ricordata «quella del marzo 2003, quando Martha Canfield presentò ad Alberto Caramella, Màrgara Russotto. La stima per quest’ultima fu così grande che le fu affidato il difficile compito di tradurre in spagnolo la poesia del fondatore. Nel 2005 fu pubblicato, per Ediciones Igitur, un libro in spagnolo intitolato “El mar y sus enigmas”. Si tratta di una antologia poetica di Alberto Caramella che raccoglie alcune poesie pubblicate tra il 1995 e il 2000, tratte dai seguenti volumi: “Mille scuse per esistere” (1995), “I viaggi del Nautilus” (1997), “Lunares Murales” (1999), “Il soggetto è il mare” (2000), “Cartella di vacanza” (2000) e “Interrogazione di poesia” (2000). Le poesie sono tradotte da Màrgara Russotto che ha voluto anche redigere una Nota alla traduzione medesima, di grande interesse. Il libro ha un prologo di Martha Canfield. Questo grosso lavoro ha permesso di portare la poesia di Alberto Caramella in tutti i paesi di lingua spagnola».

«Tra le molte sfaccettature di Martha Canfield – conclude Maria Giuseppina Caramella - mi piace inoltre sottolineare la sua grande sensibilità e umanità, che ci ha permesso di affrontare insieme problemi di grande attualità, dalla rivendicazione dei diritti civili e umani in tutto il mondo, alla lotta indiscussa contro la guerra per qualunque causa intentata ed ovunque combattuta, fino alla lotta per la parità di genere, contro ogni violenza fisica e morale».



Per ulteriori informazioni, Fondazione Il Fiore. Tel.: 055-225074

Festa di San Giovanni dalla terrazza del Fulin

Foto di Gianni Ugolini
Cena e “fochi” gustando la cucina del ristorante etnico più glamour di Firenze
 Il 24 giugno un brindisi ai piedi del piazzale
Firenze, 14 giugno 2017 -   La festa del santo patrono è per Firenze un momento irrinunciabile. Per questo il Fulin, il ristorante cinese che ha fatto della classe e dell’armonia la sua bandiera, ha deciso di festeggiare insieme ai fiorentini il 24 giugno 2017 con tre proposte che permettano, a chi vuole regalarsi una serata speciale, di vedere i fuochi di San Giovanni Battista, gustando uno degli intriganti menù proposti.
Situato ai piedi del Viale dei Colli e quasi in riva d’Arno, il Fulin regalerà alla clientela uno spettacolo che ben unisce le specialità create nella cucina del ristorante con le tradizioni della città in cui è nato un anno fa.
San Giovanni Battista è patrono di Firenze, probabilmente già da epoca longobarda, e nel tempo gli si sono attribuiti molti onori e dedicati festeggiamenti. Oggi l’evento più importante sono i fuochi d’artificio sparati da una delle terrazze più belle del mondo che domina la città.
La proprietà del Fulin che si sente parte della città, ha deciso così di onorare con un menù speciale i festeggiamenti. L’esclusiva e intima terrazza del Fulin, che guarda le colline e il Piazzale Michelangelo e la sala privè  accoglieranno  gli ospiti con il seguente menù:
degustazione involtini (granchio, orto e caramelle)
ravioli marina ovvero cinque raviolini  ripieni di gambero, filetto di pesce, capasanta, verdura , granchio reale
spaghetti di mare con scampi crudi
astice allo zenzero e porro
tofulin di mare con verdura pac-choi
anatra alla pechinese
fagiolini fulin con foglie di olivo macerate
degustazione di dolci : palline viola , tirami su al te' verde, papaya biancaneve
grappe caffe' e acqua  
dalle ore 10.00       70 euro escluso vini
Al piano terra e al primo piano sarà possibile cenare e poi vedere i fuochi nel piazzale del ristorante sempre alle ore 10. Il menù prevede:
degustazione involtini (granchio, orto e caramelle )
degustazione ravioli  con gamberi, verdure, maiale, agnello
spaghetti di mare
pollo allo zenzero
fagiolini fulin con foglie di olivo macerate
tofulin di mare con verdura pac-choi
degustazione di dolci: palline viola , tirami su al te' verde, papaya biancaneve
grappe caffè e acqua
dalle ore 10.00       40 euro escluso vini

Aperitivo “Fuochi di San Giovanni” nell’esclusivo piazzale del Fulin dove aspettare l’inizio dello spettacolo:
cocktail dal sapore d’oriente
ricco finger food cinese
ravioli vari gusti
involtini e caramelle con ripieni vari
riso alla cantonese
acqua
Dalle ore 20.00 euro 20,00

Prenotazione obbligatoria Via Giampaolo Orsini 113r Firenze – Tel. 055 68493

21 Giugno - Incontro - 50 ANNI DALLA GUERRA DEI SEI GIORNI. SALUTE E DIRITTI UMANI IN PALESTINA

MERCOLEDI' 21 GIUGNO

    h 18:00 Incontro / dibattito

50 ANNI DALLA GUERRA DEI SEI GIORNI. SALUTE E DIRITTI UMANI IN PALESTINA

Partecipano: Hussam Issa, coordinatore delle cliniche mobili nei Territori occupati palestinesi; Maria Josè Caldès, direttrice del Centro salute globale della Regione Toscana; Teresa Leone, desk programmi internazionali Medu.
Modera: Marco Zanchetta

A cura di Medici per i diritti umani (Medu), in occasione dell'anniversario dei 50 anni di occupazione israeliana dei Territori palestinesi. Nel 1967, dopo la Guerra dei sei giorni, Israele occupò Gaza, il Sinai, Gerusalemme Est e le alture del Golan, e nonostante la Risoluzione delle Nazioni Unite n. 242 che stabiliva la restituzione dei territori, ad esclusione del Sinai, Israele ne ha mantenuto il controllo fino a oggi. Una delle conseguenze più gravi dell'occupazione è stata la creazione di un sistema sanitario frammentario e inefficace, dove l'accesso ai servizi sanitari per i residenti palestinesi è oggi fortemente compromesso. In questo contesto Medu dal 2009 collabora con una ONG palestinese (Palestinian Medical Relief Society )  e una ONG israeliana (Physicians for Human Rights Israele) per portare assistenza sanitaria e solidarietà alla popolazione palestinese in Cisgiordania, attraverso le cliniche mobili che mirano a migliorare l'accesso ai servizi sanitari da parte della popolazione palestinese più vulnerabile. Lo scopo è, inoltre, quello di favorire un processo di collaborazione e dialogo fra operatori sanitari israeliani e palestinesi. Quando la soluzione del conflitto israelo-palestinese appare sempre più lontana, la testimonianza diretta del coordinatore Hussam Issa ci permetterà di conoscere l'attuale situazione dei diritti umani e in particolare del diritto alla salute, sistematicamente violato nei Territori occupati.

Medici per i diritti umani in collaborazione con Physicians for Human Rights  (PHR Israel), Palestinian Medical Relief Society (PMRS)  il Comune di San Casciano Val Di Pesa e l'Azienda ospedaliera universitaria AOU di Careggi,  promuove dal 2009  il progetto delle Cliniche mobili in Palestina, cofinanziato dalla Regione Toscana e dalla Tavola Valdese.
Caffè Letterario °Le Murate

Piazza delle Murate, Firenze
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Proverbio Toscano del Giorno

"Da ricchi impoveriti e da poveri arricchiti, prega Dio che t'aiti"

lunedì 19 giugno 2017

Julius Ernst Wilhelm Fučík - Marcia fiorentina

Julius Ernst Wilhelm Fučík (Praga, 18 luglio 1872 – Berlino, 15 settembre 1916) è stato un compositore ceco.
Autore prolifico (scrisse infatti oltre 300 brani fra marce, polche e valzer), sovrappose l'attività di compositore alla direzione di bande militari cui dedicò gran parte della propria vita. Per la destinazione militare di gran parte delle sue opere è a volte noto come il Sousa boemo.

 

Via de'Bardi (2002)

Foto di Roberto Di Ferdinando


20 Giugno - Associazione Archeosofica - Conferenza di Chiara Jaeger dal titolo: La chiave della conoscenza. Ingresso libero

Martedì 20 giugno alle ore 21.15 presso la nostra sede, alla conferenza di Chiara Jaeger dal titolo “La chiave della conoscenza”. Ingresso libero.

Per leggere un breve articolo di presentazione dell’argomento vedi il nostro sito alla pagina
https://archeosofiafirenze.org/2017/06/15/20-giugno-2017-la-chiave-della-conoscenza/

Associazione Archeosofica, Sezione di Firenze
Lungarno Guicciardini, 11/rosso
50125 Firenze
Tel. 055215940
info.firenze@boxletter.net
http://archeosofiafirenze.org
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Proverbio Toscano del Giorno

"Chi serve all'altare, vive d'altare"

giovedì 15 giugno 2017

Oltrarno

Foto di Roberto Di Ferdinando

I talenti fiorentini

Il Dedalo, la prima formella a destra
“[…] <<Questo dunque sarebbe l’omino>> disse papa Eugenio IV squadrando la figura di Brunelleschi, <<che avrebbe l’audacia di girare il mondo sul proprio asse>>. <<Vostra Santità mi dia un punto dove possa fissare la mia leva, e vi mostrerò quel che so fare>>. La pronta risposta del piccolo architetto riassumeva l’atteggiamento fiorentino. […] La storia di Giotto e del cerchio, da cui proviene l’espressione <<rotondo come l’O di Giotto<< dimostra la stessa laconicità e la sua stessa sicurezza. Richiesto da un intermediario papale di dare un saggio della sua bravura, Giotto disegnò semplicemente un cerchio perfetto, a mano libera, con un lapis rosso, e lo mandò al vicario di Cristo, il quale capì l’antifona: un uomo che sapeva fare questo non aveva bisogno come gli artisti ordinari, di sottoporre disegni.
Sul campanile di Giotto vi è un piccolo rilievo di Dedalo, l’uomo-falco dell’antichità, il cui nome significa <<abile artigiano>>. Egli è ritratto tutto piumato con sulla scienza le ali fabbricate con le sue mani, da un disegno che si può attribuire a Giotto […]. Né sembra un puro caso che un fiorentino, Leonardo, inventasse la macchina volante e tentasse, così dicono, di volare da Monte Ceceri, l’alto picco fiesolano dove Milton colloca Galileo con la sua lente ottica e da dove i preti-astrologi etruschi solevano studiare i cieli.
[…]
La maggior parte dei grandi architetti e scultori fiorentini erano anche ingegneri. Brunelleschi cercò di organizzare la disfatta di Lucca per mezzo di un piano ingegnoso che deviasse il corso del fiume Serchio inondando i dintorni della città nemica (piano che fallì). Durante il grande assedio del 1530, Michelangiolo fu chiamato a dirigere la difesa della città e prima della sua fuga costruì, come fortificazioni della Repubblica, le mura ancora visibili presso San Miniato […]."
(Mary McCharty, Le pietre di Firenze, 1956)

28 Giugno - La FONDAZIONE CR FIRENZE festeggia i suoi 25 anni con la città

Ingresso gratuito solo su prenotazione
info25anni@fcrf.it – tel. 055 2340742
dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00

Una Piazza intera incantata
dalla musica e dalle luci

Una serata gratuita aperta a tutti in una delle piazze più belle di Firenze. Un concerto
che è un omaggio ai grandi maestri: da Schubert a Beethoven, da Tchaikovsky a
Verdi, da Orff a Gershwin
Presenta Elio

Un presentatore d’eccezione: Stefano Belisari, conosciuto con lo pseudonimo Elio,
leader del complesso ‘Elio e le Storie Tese’, cantante, compositore e attore teatrale
500 musicisti

Insieme per la prima volta sul palco: il Coro dell’Opera di Firenze con le Orchestre e
i Cori del Conservatorio Cherubini e della Scuola di Musica di Fiesole,
istituzioni storicamente sostenute da Fondazione CR Firenze
https://www.fondazionecrfirenze.it/25anni/la-piazza-incantata/

Pittura in punta di dita degli Uffizi

I quadri tattili sono un prodotto del Laboratorio di tecniche pittoriche e artistiche afferente alla sezione arte figurativa del Liceo Artistico di Porta Romana di Firenze.
Il Laboratorio specializzato per le tecniche antiche della pittura è diretto dal prof. Gianfranco Terzo di Palazzolo. Dal 2014 il prof. Terzo, insieme ai dirigenti dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Firenze, presieduta da Niccolò Zeppi, hanno studiato come rendere leggibile l'immagine bidimensionale e favorire i non vedenti e ipovedenti nell'individuazione delle linee e dei colori delle campiture presenti negli originali.
A differenza di altri prodotti completamente bianchi e dedicati a coloro che non hanno la vista, i quadri tattili, così come studiati all'interno di questo laboratorio, sono adatti a soddisfare anche gli ipovedenti, rappresentando qualcosa che sì è gradevole e istruttivo toccare, ma che risulta anche più esplicativo e "parlante" per coloro che sono parzialmente vedenti. Per giungere a questi risultati sono state messe a punto tecniche utili a rendere oltre che gradevoli al tatto le superfici pure omogenei i colori e resistenti allo sfregamento dei polpastrelli. La vernice e il supporto sono stati scelti per essere adatti ad usi prolungati. Il rilievo, che segue in forma di schiacciato tridimensionale il disegno della pittura, è raggiunto attraverso un impasto di resina e cellulosa, La rifinitura superficiale è operata con resine altamente resistenti al tatto e con capacità di mantenere la propria brillantezza. I ragazzi prima di realizzare questi lavori sono stati bendati e guidati nello sfioramento di alcuni esemplari per stimolarli a vivere l'esperienza del non vedente e così riuscire poi ad andare incontro alle loro esigenze. Gli allievi sono stati scelti fra coloro che nel corso del proprio percorso curriculare hanno dimostrato maggiori capacità di modellazione e comprensione del fenomeno figurativo. In questo specifico anno scolastico 2016-17 sono stati 6 studenti, di cui due ragazze provenienti da famiglie di origine non italiana; ognuno di loro ha prodotto un esemplare eccetto una ragazza che ne ha prodotti due. I quadri tattili messi a disposizione quest'anno, dagli studenti del prof. Terzo, per il Museo sono dunque 7 e rappresentano opere che vanno dal Quattrocento al Seicento.
I quadri tattili, donati in questa fine di anno scolastico si aggiungono agli altri esemplari donati nel 2015 e rappresentanti le 5 madonne in trono arcaiche della collezione medioevale degli Uffizi.

Proverbio Toscano del Giorno

"Chi ha l'arte, ha ufficio e beneficio"

mercoledì 14 giugno 2017

La medaglia di Cosimo I per celebrare la fondazione degli Uffizi

Aggiungi didascalia
Un tempo […] quando i potenti volevano far sapere qualcosa a tutti no si rivolgevano ai giornalisti, ma agli artisti. Per esempio, potevano ordinare che si creasse una medaglia: l’avevano fatto gli imperatori romani, tornarono a farlo i principi del Rinascimento. […] le medaglie sono grosse monete senza valore legale, ma con un grande valore politico, e spesso anche artistico. Allora erano belle, e avevano il vantaggio di poter essere realizzate in tantissimi esemplari: così piccoli da poter essere spediti in tutto il mondo.
Quella che vedete la fece fare, nel 1561, Cosimo I de’Medici, per celebrare la fondazione di un edificio destinato ad avere un grande futuro: il palazzo degli Uffizi. Cosimo si rivolse al suo fidato scultore Domenico Poggini: che non lo deluse. Sul lato principale della medaglia (che in latino si chiama recto, cioè il ‘diritto’) Domenico ritrasse Cosimo, vestito come un condottiero romano, con il titolo esatto (allora era: <<duca di Firenze e Siena>>), e l’anno. Sul verso (cioè sul rovescio), invece, una magnifica veduta di Firenze. Sullo sfondo vediamo Palazzo vecchio, mentre in primo piano, ecco i portici degli Uffizi: che allora esistevano solo nei progetti del oro architetto (Giorgio Vasari).
Quel che ci colpisce è che in questa città non ci sono cittadini: anzi non c’è nessuno. Di nessuno in carne ed ossa, per meglio dire: perché in primo piano vediamo una strana figura femminile. Anche lei vestita come un romano antico, e ha le mani impegnate: con una tiene la bilancia della Giustizia, con l’altra una cornucopia, che è il simbolo dell’Abbondanza. E la scritta latina dice:<<Pubblicae commoditati><, che significa: <<Per comodità di tutti>>.
Cosimo costruiva i palazzi del suo potere (gli Uffizi dovevano accogliere gli uffici del nuovo governo locale), ma diceva che avrebbero reso la vita più facile a tutti.
[…] oggi gli Uffizi – che orami sono un grande museo, e dunque rappresentano l’arte e la storia – siano davvero per la felicità di tutti […]”
(Tomaso Montanari, in Venerdì del 14 aprile 2017)

Veduta dall'Oltrarno

Foto di Roberto Di Ferdinando


18 giugno - "KEEP CALM AND BRUNCH VEGAN NEL BOSCO"

Domenica 18 giugno, dalle 11:30 alle 15:00
appuntamento mangereccio e rilassante per chi non è al mare e vuol stare in buona compagnia, al fresco, con i pirati di Sea Sheperd.
Brunch domenicale vegan e bighellone, con un pizzico di attivismo nel bellissimo parco antistante il circolo Arci La Montanina, a Montebeni (tra Settignano e Fiesole, dove organizzammo il Vegan Day 2016) dalle ore 11:30 alle ore 15:00, brunch vegan, 100% cruelty-free.
Sea Sheperd sarà la realtà ospite, presente con il suo banchetto.  In cucina Gabriele Palloni & Vegan Staff.
Menù: 1 piatto dolce, 1 piatto salato, dolci dal buffet e bevande. 20 Euro per gli adulti, 12 Euro per i bambini sotto ai 10 anni.  In caso di maltempo il brunch verrà servito all'interno.Parte del ricavato verrà devoluto a Sea Sheperd.
Solo su prenotazione scrivendo a restiamoanimali@gmail.com
Evento FB "Keep calm and Brunch vegan nel bosco" https://www.facebook.com/events/1607734972569924/

15 Giugno - Le Murate - olazione con gli autori del Festival Von Rezzori: UN CAFFÈ CON CLEMENS MEYER, FINALISTA CON "ERAVAMO DEI GRANDISSIMI"

GIOVEDI' 15 GIUGNO


    Nell'ambito del Festival degli Scrittori - Premio Gregor Von Rezzori
Firenze I luoghi della letteratura
In collaborazione con Associazione culturale La Nottola di Minerva

h 11.00 Colazione con  gli autori del Festival Von Rezzori

UN CAFFÈ CON CLEMENS MEYER, FINALISTA CON "ERAVAMO DEI GRANDISSIMI"

Introduce Gaia Rau

Daniel, Mark, Paul e Rico sono cresciuti come "pionieri" nella Germania dell'Est.
Sono gli ultimi anni prima della caduta del Muro e sogni e illusioni sono amplificati dal mito dell'Ovest a portata di mano, tanto più dopo gli eventi dell'89.
Con la Svolta – la riunificazione delle due Germanie – anche la loro vita cambia trasformandosi in una folle corsa fatta di furti d'auto, alcol, paura e rabbia.
Clemens Meyer ci regala un romanzo sulla generazione a cavallo della caduta del Muro raccontata alla Trainspotting con la schiettezza di chi allora cercava di sopravvivere e di inventarsi un futuro nel Selvaggio Est.
Caffè Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
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Proverbio Toscano del Giorno

"Chi esce fuor del suo mestiere, fa la zuppa nel paniere"

martedì 13 giugno 2017

Palazzo Pitti

Foto di Roberto Di Ferdinando

I fiorentini che inventarono ed esportarono il Rinascimento

“[…] La Toscana è la solo provincia italiana che non abbia dialetto, essendo il dialetto toscano precisamente l’italiano – chiamato infatti talvolta dialetto toscano (la h al posto della c, per esempio, dire hasa invece di casa è solo una differenza di pronunzia). Allo stesso modo, la pittura italiana si espresse nell’idioma toscano dai tempi di Giotto alla morte di Michelangiolo, cioè per quasi tre secoli.
Furono i fiorentini a inventare, di fatto, la Rinascenza, il che equivale a dire che furon loro a inventare il mondo moderno.
[…]
Ma l’invenzione del mondo moderno non poteva essere arrestata al campanile di Giotto o al San Giorgio di Donatello o alla Cappella dei Pazzi o alla Trinità di Masaccio. I Fiorentini introdussero nelle arti il dinamismo, il che voleva dire un continuo processo di accelerazione, uno slancio che provocava un facile decadimento dei mezzi, come successe per i nuovi metodi nell’industria. Per tutta la Rinascenza, l’ultima parola venne sempre da Firenze. Quando nel 1433 Cosimo il Vecchio giunse, esule, a Venezia con il suo architetto Michelozzo e una corte di pittori e eruditi, e fu alloggiato come un gran principe  nell’isola di San Giorgio sulla laguna, i veneziani furono colpiti dallo spirito evoluto di queste persone, così come più tardi, al tempo di Giorgione, furono sbalorditi dall’arrivo di Leonardo. I romani, nel vedere i due giovani fiorentini Brunelleschi e Donatello  dirigere gli operai negli scavi delle rovine degli antichi templi e bagni, pensarono che cercassero tesori nascosti, oro, pietre, preziose, e le misure che prendevano i due giovanotti male in arnese  parevano confermare la loro ipotesi; si pensò praticassero la geomanzia o arte della divinazione per linee e figure, per trovare il luogo dove giaceva il tesoro nascosto. Un secolo più tardi, gli stessi romani, fatta propria la lezione dei <<cacciatori di tesoro>>, riesumavano il Laocoonte.
Dovunque andassero, i fiorentini agivano da disturbatori, da agenti del nuovo. Esuli, si congregarono a Ferrara, e la pittura  della corte personale del Duca toccò uno splendore cromatico che raggiunse un colmo di quasi sinistra bellezza negli affreschi di Palazzo Schifanoia, allegoria delle Stagioni e Segni dello Zodiaco, fatti per le nozze del giovane Borso d’Este a sostituire gli affreschi di Piero della Francesca danneggiati dal fuoco. I fiorentini vennero a Urbino, Rimini, a Mantova  e si  lasciarono dietro in questi minuscoli regni capolavori squisiti di pittura, d’architettura, di scultura, come fazzoletti di meraviglioso ricamo lasciati cadere a sbalordimento  delle scuole locali. Giotto aveva lavorato a Padova, alla Cappella dell’Arena, e l’influsso del suo stile monumentale si irradio per tutto il Veneto: i grandi affreschi di Treviso di Tommaso da Modena e i cicli di Altichiero a Verona proclamano, come sparse colonie, la loro filiazione fiorentina. Più di cent’anni dopo, fu ancora Padova a provare lo choc di una nuova rivoluzione fiorentina, quando Donatelo venne a sistemare l’enorme statua equestre del Gattamelata nella pubblica piazza a sfidare il mondo come un nuovo miracolo e a ispirare il giovane Mantegna e a loro volta, tramite lui, i veneziani, che eran già stati stravolti da Masolino, da Uccello e da quel selvatico montanaro della Alpi toscane, Andrea del Castagno
[…].
Nel secolo seguente i viaggi di Leonardo sollevarono nuove inquietudine: a Venezia, dove turbò Giorgione e il giovane Tiziano; a Milano, dove una scuola milanese di formò in gran fretta a sua immagine. Poco dopo, gli scultori funerari fiorentini trasportarono il declinante Rinascimento, come un malato, nell’Inghilterra dei Tudor; Pietro Torrigiani scolpì la tomba di Enrico VII nell’Abbazia di Westminster, e scultori nativi delle colline di Firenze, da Maiano a Rovezzano, lavorarono per il cardinale  Wolsey. […] Perfino a Roma molte fra le opere più sconvolgenti (la Cappella Sistina, la tomba di papa Giulio II, la tomba di Innocenzo VIII, la cattedrale di San Pietro, gli affreschi di Masolino a San Clemente) furono fatte da fiorentini. […]”
(Mary McCharty, Le pietre di Firenze, 1956)

13 giugno - 2° Meeting Internazionale di Iconografia

A conclusione del 2° Meeting Internazionale di Iconografia, siamo lieti di invitarvi martedì 13 giugno alle ore 21.15 presso la sede fiorentina
dell’Associazione Archeosofica, Lungarno Guicciardini 11/R all’incontro dal titolo “La Via della Luce”, a cura di Alessandro Mazzucchelli. Ingresso libero.

È l’occasione per visitare la Mostra ancora aperta e per affrontare alcune tematiche di grande importanza per tutti coloro che sono interessati
all’influenza dell’arte sulla propria crescita interiore.

Per leggere un breve articolo di introduzione all’argomento visita il nostro sito alla pagina
https://archeosofiafirenze.org/2017/06/12/13-giugno-2017-la-via-della-luce/

Associazione Archeosofica, Sezione di Firenze
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17 Giugno - “ITINERARI FIORENTINI” - Visita guidata alla Chiesa di Orsanmichele

Questa volta la nostra tappa degli “ITINERARI FIORENTINI” si farà di sabato con la visita guidata da Stefania Acuti, alla Chiesa di Orsanmichele. Il giorno è sabato, appunto, 17 giugno e il raduno di
gruppo è fissato alle 09h45 all’ingresso della Chiesa.
Stefania ci educe: “Orsanmichele è un luogo unico, il più caratteristico della
città. Solo a Firenze c’è un edificio che è stato oratorio, tribunale, mercato
del grano, chiesa, archivio notarile. E’ il simbolo dell’indissolubile legame
tra religiosità e vita civile nella civiltà medievale e un monumento
al governo degli ingegnosi mercanti e professionisti fiorentini.
Qui parleremo di mestieri e madonne miracolose, di spaventosi incendi e
tiranni stranieri. Ma Orsanmichele è anche una testimonianza del cruciale
momento di passaggio al Rinascimento, e i tabernacoli esterni saranno un
viaggio tra la grande scultura fiorentina tra la fine del ‘300 e il ‘500”.
La visita durerà un po’ meno di due ore. La quota di adesione è 12,00 euro e le iscrizioni saranno chiuse venerdì 16 giugno.
E a questo punto, e con qualche dispiacere, ricordiamo il nostro prossimo appuntamento prima della pausa estiva.
La domenica mattina del 25 giugno si andrà in visita al Giardino di Boboli. Con sole e senza pioggia. Ma ne parliamo poi.
Libreria dei Lettori - Via della Pergola, 12 - 50121 Firenze - T. 055/2264333 - libreriadeilettori@gmail.com   

Proverbio Toscano del Giorno

"Chi bazzica co' preti e intorno ha il medico, vive sempre ammalato e muore eretico"

Piazza di Santo Spirito

Foto di Francesco Baciocchi

lunedì 12 giugno 2017

Nevicata del 2005



La finocchiona



“[…] Della preparazione e l’uso di insaccati nella gastronomia toscana esistono varie testimonianze già a partire dal XV secolo. In un testo attribuito ad un autore toscano, intitolato “il libro della cucina del secolo XV. Testo di lingua non mai fin qui stampato"” si parla dell’insaccatura di budelli di porco o vitella con grasso di maiale o altre carni, con spezie e erbe odorifere. Tra questi insaccati rientrava sicuramente anche la Finocchiona che ha lunga storia perché nel Medioevo il finocchio era usato in luogo del pepe, allora assai costoso e raro. Anton Francesco Grazzini, scrittore fiorentino del’500, in un suo componimento parlava dell’uso del finocchio in un tipo di salsiccia che si produceva e veniva consumata a Firenze. Alla fine dell’Ottocento il cav. Giuseppe Lancia nel suo manuale riconosceva che in Italia ogni regione, anzi ogni provincia, aveva il genere di salume suo proprio e speciale e Firenze aveva la mortadella finocchiata. L’Ottocento e il Novecento, poi, sono secoli particolarmente ricchi  di testimonianze della “Finocchiona” che solo per citarne alcune si ricorda la sua presenza nel Vocabolario della lingua parlata, 1875 di Rigutini e Fanfani, e nel Vocabolario degli Accademici della Crusca, edizione 1889. La pubblicazione “Atlante dei Prodotti Tipici: i salumi” dell’INSOR (2002) dedica una scheda alla Finocchiona e anche nella pubblicazione “Alla ricerca del pane perduto” (1889) si parla di questo straordinario salume.
La Finocchiona si caratterizza per l’originale scelta di aggiungere a carni di qualità, provenienti dai tagli di carne del suino pesante italiano o della Cinta Senese, altra specialità toscana, il finocchio che caratterizza tante ricette della cucina regionale e che fa parte della flora endemica toscana, spesso presente, dalla costa fino alle zone sub-montane, ai piedi dei muretti a sesso e ai piedi delle “stradelle” di campagna.  [...]"
(Tratto da: “Toscana, l’eccellenza del gusto”)