venerdì 24 agosto 2012

La Rificolona

Tradizioni Popolari Fiorentine
LA RIFICOLONA
(testo tratto dal sito del Comune di Firenze)

7 settembre 2012
La festa della “Rificolona” trae origini dalle celebrazioni della Natività della
Vergine, la cui immagine sacra è venerata nella Basilica della SS. Annunziata.
La sera precedente l’8 settembre, nella piazza antistante la chiesa, vengono
ricordate le donne che dal contado confluivano nella piazza per il mercato ed
indossavano costumi variopinti illuminati da lanterne perché giungevano in città
alle prime luci dell’alba. Da questa antica usanze è nata la festa, cara
specialmente ai bambini, di accendere candele in lanterne di carta colorate,
chiamate “rificolone”.
Il termine usato è tipicamente fiorentino e vi sono varie interpretazioni sul suo
significato.

PROGRAMMA
Le visite guidate gratuite, a cura dell’Associazione Centro Guide Turismo,
saranno riservate solo a coloro che si prenoteranno al numero 055-2616056 dal
lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 12,00, partire dal giorno 27 agosto 2012.

1^ Visita ore 15.00 – piazza SS. Annunziata, via dei Servi, Duomo (esterno), via
del Proconsolo, p.zza S. Firenze, Palazzo Vecchio con visita alla Cappella dei
Priori, la Sala di Gualdrada, Salone del Cinquecento.

2^ Visita ore 21.00 – piazza SS. Annunziata, piazza S. Marco, via Cavour, Duomo
(esterno) via Calzaiuoli, piazza Signoria, piazzale degli Uffizi, Ponte Vecchio, per
assistere alla “luminara” sull’Arno.
Formazione dei gruppi: piazza SS. Annunziata (lato Istituto Innocenti) max 15
persone. E’ possibile prenotare una sola visita e per un massimo di 2 persone.

Post correlato: http://curiositadifirenze.blogspot.it/2011/09/le-quarantore.html

mercoledì 22 agosto 2012

Le curiosità di Piazza Vasari

Testo e foto di Roberto Di Ferdinando

Lo spazio che si apre subito dopo il Ponte del Pino, è intitolato dal 1911 al grande architetto e pittore Vasari, sebbene qui niente lo ricordi, anzi, la piazza, coinvolta oggi nei lavori per l’Alta Velocità e nel traffico cittadino, è divenuta molto caotica e si fa poco apprezzare, eppure presenta due curiosità meritevoli di essere citate e ricordate.
Una si trova al centro dei giardini, è una fontana dalla forma particolare. E’ costituita da quattro bimbi in bronzo, rappresentati a quattro zampe, uno sopra l’altro e l’ultimo, quello posto più in alto, sorregge con la schiena una vasca di marmo rosso che raccoglie lo zampillo d’acqua. Questa curiosa colonna di umana fanciullezza si appoggia su una tartaruga, anch’essa di bronzo, storico simbolo mediceo di forza, tenacia e prudenza.


Piazza Vasari, la fontana con i putti di Mario Moschi

Questa fontana è opera del lastrigiano Mario Moschi (1896-1971), che la realizzò nel 1952 e che prese come modella sua  nipote per raffigurare i quattro bimbi. Moschi, scultore monumentale, fondò il gruppo artistico Donatello, e nel 1934 partecipò alla Biennale di Venezia con la sua scultura in bronzo "Il calciatore" a cui fu assegnato il premio del CONI. La statua fu così esposta ad una mostra di arte italiana in Germania, allestita in occasione delle Olimpiadi del 1936, e riscosse un tale successo che fu scelta come modello per il Monumento al Calciatore nel nuovo Stadio Olimpico di Berlino, dove tutt’oggi si può ammirare. Una copia in gesso del ”Calciatore” si trova anche all’ingresso del Centro Federale del Settore Tecnico di Coverciano a Firenze.


Berlino, "Il Calciatore", opera di Moschi presente all'ingresso dello stadio di Berlino (foto tratta da www.gonews.it)

Sempre a Firenze Moschi è autore anche di un'altra importante opera, il monumento ai “Caduti di Rifredi” presente in piazza Dalmazia.
Tornando in piazza vasari, alla finestra murata del piccolo edificio che si affacci sul giardino, vi è un moderno affresco in cui è rappresentato, affacciato, il ritratto di Moschi ed alcune sue realizzazioni, l’opera è degli artisti Capineri e Bandelli.


Piazza Vasari, il ritratto di Mario Moschi

L’edificio su la cui finestra è stato raffigurato questo ritratto è speculare a quello che si trova dall’altra parte della piazza. Ed eccoci alla seconda curiosità. Infatti, questi due edifici, oggi uno privato, l’altro sede distaccata dei vigili urbani, fino alla metà dell’ottocento erano sede degli uffici del dazio cittadino. Infatti cui terminava la barriera cittadina e le persone e le merci che transitavano in uscita o in entrata erano soggette ad un dazio.
RDF

Piazza Vasari, i due edifici che fino all'Ottocento rappresentavano la barriera daziaria cittadina

Domenica 26 agosto - Riscopriamo un grande classico: il Giardino di Boboli

Domenica  26 agosto
Ore 10
Ingresso di via Romana
davanti agli Horti di Annalena
FIRENZE

Una passeggiata domenicale, quasi un trekking urbano, alla scoperta di questo parco meraviglioso nato come giardino granducale di Palazzo Pitti. E’ uno dei più importanti esempi di giardino all’italiana al mondo ed è un vero e proprio museo all'aperto, per l'impostazione architettonico-paesaggistica e per la collezione di sculture, che vanno dalle antichità romane al XX secolo. Accompagnati dalla guida visiteremo, tra l’altro, la Grotta del Buontalenti, la Kaffeehaus, il Casino dei Cavalieri, dove ha sede il Museo delle Porcellane, la Vasca dell'Isola, chiamata anche Isolotto, il tutto inserito in una serie di terrazze, viali e vialetti, vedute prospettiche con statue, sentieri, radure, giardini recintati e costruzioni, in un'inesauribile fonte di percorsi curiosi e scenograficiche consentono di cogliere lo spirito della vita della corte medicea.

Durata della visita circa 3 ore

Prenotazione obbligatoria allo 055-5520407 o a turismo@archeologia.it

Testo tratto dal sito: Il dì di festa

domenica 19 agosto 2012

La Dogana a Firenze

Testo e foto di Roberto Di Ferdinando

Nel Cortile della Dogana di Palazzo Vecchio, per intendersi il secondo (per chi entra nel palazzo dall’ingresso principale) cortile da cui si accede alla biglietteria del nuovo museo 'Tracce di Firenze', si notano due rampe con il pavimento ricoperto di lastre di vetro stratificato. Quest’intervento è stato realizzato per permettere di vedere la sottostante originaria pavimentazione del cortile, fatta di sestine di cotto disposte a spina di pesce.


Palazzo Vecchio, Cortile della Dogana, le nuove rampe per permettere la visione dell'originario pavimento in cotto
Palazzo Vecchio, Cortile della Dogana, le nuove rampe per permettere la visione dell'originario pavimento in cotto

 Il Cortile della Dogana fu costruito nel 1494 dal fiorentino Cronaca (Simone del Pollaiolo 1457-1508) con uno scopo strutturale, infatti i suoi massicci pilastri contribuiscono a sostenere il Salone dei Cinquecento che si trova proprio qui sopra, al secondo piano.
Il nome, Cortile della Dogana, invece, deriva dal fatto che qui avevano sede gli uffici amministrativi della dogana fiorentina, fatti insediare qui dal granduca Leopoldo II di Toscana (1797-1870). Infatti, le merci provenienti da fuori il Granducato, erano qui immagazzinate in attesa che il destinatario in loco le prelevasse, pagando (sdoganare) la tassa di dogana. Le merci erano fatte entrate dalla Porta della Dogana, l’ingresso rivolto a nord, verso via de’ Gondi, il portale, infatti, è tutt’oggi sormontato dallo stemma della dogana cittadina: una porticina merlata, intarsiata di marmi e sottostante la scritta “DOGANA”.


Palazzo Vecchio, Porta della Dogana, particolare dello stemma della Dogana (immagine elaborata dall'originale tratta da Wikipedia.it)

Nel 1844, in seguito all’alluvione del 3 novembre, che danneggiò molte merci qui in deposito, fu deciso di spostare uffici e magazzini doganali presso il casino di San Marco, nell’attuale via Cavour, nel tratto che oggi va dal piazza San Marco verso piazza della Libertà. Nella toponomastica è rimasto questo ricordo della dogana qui posta, infatti, una strada traversa a questo tratto di via Cavour, si chiama, appunto, via della Dogana.
RDF

Via della Dogana

sabato 18 agosto 2012

La crisi finanziaria quando a Firenze c’era il fiorino

Testo di Roberto Di Ferdinando

Crisi finanziaria e delle banche, spread, spending review, ecc.. Niente di nuovo per Firenze, che già 700 anni fa dovette affrontare tutto questo. Torniamo indietro di qualche secolo, mettiamo la lancetta della macchina del tempo alla fine del Duecento. Firenze è il centro culturale, commerciale, manifatturiero e finanziario del mondo allora conosciuto. Merito di tutto ciò è di alcune personaggi che, allo stesso tempo imprenditori, commercianti e banchieri, nel corso del secolo avevano accumulato capitali e proprietà ingenti. Infatti, sulla metà del XIII° secolo varie personalità fiorentine si diedero ad attività imprenditoriali più varie, in gran parte facendo fruttare i terreni. I ricavi erano stati immediatamente investiti in altri settori, creandosi cosi vasti “imperi”.  Data la varietà delle attività questi imprenditori-commercianti avevano sempre più bisogno di capitali di denaro per sostenere i loro investimenti ed espansioni commerciali. Dapprima questi si rivolsero, nel chiedere fondi e prestiti, nella cerchia dei loro familiari poi si rese necessario ampliare il giro e quindi iniziarono ad accumulare depositi anche da terzi. Da questo momento l’imprenditore-commerciante, diventa anche banchiere. Nel 1343 la famiglia dei Peruzzi poteva contare sulla collaborazione di 133 fattori, nel 1345 quella dei Bardi, invece, di 346 fattori, disponendo di 25 filiali, 12 in Italia e le restanti a Londra, Marsiglia, Bruges, Barcellona, Gerusalemme, Rodi e Costantinopoli (i dati riportati in questo mio testo sono tratti dall’articolo di Giovanni Vigo, apparso sul numero di Sette-Corriere della Sera del 13 luglio 2012). Ma da lì a pochi anni questa diffusa ricchezza sarebbe ben presto crollata. Due i fattori che misero in ginocchio i banchi fiorentini: il Comune di Firenze e le ambizioni d’espansione del re d’Inghilterra. Andiamo per ordine. A Firenze il bengodi dei decenni precedenti aveva spinto il governo cittadino ad espandere la spesa pubblica che a metà del Trecento era passata da 50.000 a 600.000 fiorini d’oro. Il Comune era quindi ricorso ai finanziamenti dei banchi i quali vedevano l’operazione redditizia, in quanto si riteneva il Comune rispettoso dei suoi impegni e con un rendimento abbastanza alto. Ma solo sulla carta fu un affare, difatti tra il 1342 ed il 1345, il rendimento, dinanzi alle difficoltà del Comune di restituire i soldi, cadde e l’esigibilità del debito pian piano scomparve. Accanto all’insolvenza del Comune si aggiunse l’impossibilità del re d’Inghilterra, Edoardo III, di fare fede al debito ingentissimo che aveva sottoscritto con i banchieri fiorentini per finanziare la guerra, poi non vinta, contro la Francia (i soli Bardi avevano dato in prestito ad Edoardo III quasi 900.000 fiorini d’oro). L’insolvenza del Comune e della corona inglese determinò una serie di fallimenti a catena dei banchi. Fallirono gli Acciaiuoli, i Bonaccorsi, gli Antellesi, i Peruzzi e, inevitabilmente, anche i Bardi. La crisi mise in ginocchio anche la città che dovette attendere dei secoli per riprendersi. La mancanza di un’integrazione finanziaria nell’Europa di allora, garantì, invece, che il crollo bancario di Firenze non avesse ripercussioni negative anche per le altre piazze continentali, ciò che, invece, sta accadendo con l’attuale crisi. Difetti della globalizzazione.
RDF

L’”aria condizionata” dei Medici

(fonte: Sette-Corriere della Sera), a cura di Roberto Di Ferdinando

Anche in passato le estati fiorentine erano molto calde, forse non erano dell’intensità di Caronte e Caligola (così i “creativi” meteorologi hanno battezzando le ondate di calura di quest’estate), ma si pensi  che la famiglia dei Medici, acquistato palazzo Pitti, incaricò ingegneri ed architetti di studiare e realizzare un sistema che in estate fosse in grado di abbassare la temperatura delle stanze dell’edificio. E ben presto furono soddisfatti. Sfruttando l’adiacente ed ombroso giardino di Boboli, l’aria fresca era da qui “presa” e, grazie ad una serie di dislivelli nella pavimentazione, condotta fino ad una stanza sotterranea al palazzo. L’aria “rinfrescata” da questa stanza passava poi, attraverso un sistema di grate, canali e vasche di acqua ghiacciata, alle stanze residenziali dei Medici ai piani superiori. Tale primordiale sistema di aria condizionata permetteva di ridurre la temperatura all’interno delle stanze di 10 gradi rispetto a quella esterna, che, in estate, mediamente, raggiungeva i 35 gradi.
Questa curiosa scoperta dell’”aria condizionata” rinascimentale, la si deve  a due ricercatori dell’Università di Firenze, Carla Balocco (ingegneria) e Giovanni Minutoli (architettura), che hanno ricostruito tale sistema grazie a studi, modellini, simulazioni al computer e utilizzando una galleria del vento. La ricerca fu presentata in una mostra, proprio a palazzo Pitti, l’anno scorso.
RDF

giovedì 9 agosto 2012

68° Anniversario Liberazione di Firenze

68° ANNIVERSARIO LIBERAZIONE DI FIRENZE

Alle 7 del mattino il suono della “Martinella” annuncia la Liberazione di Firenze.
Alle 10.30 in piazza dell’Unità Italiana cerimonia solenne con deposizione di una corona di alloro al monumento ai Caduti.
Alle 11.15 le celebrazioni proseguono nel Salone dei Cinquecento per concludersi alle 21 sull’Arengario di Palazzo Vecchio con il concerto della Filarmonica Rossini.

Firenze Liberata - http://curiositadifirenze.blogspot.it/2011/01/il-primo-caduto-alleato-per-liberare.html

10 Agosto 2012 Festa di San Lorenzo a Firenze

10 Agosto 2012 Festa di San Lorenzo a Firenze

Il 10 agosto sarà celebrata la Festa di San Lorenzo, il Corteo Storico della
Repubblica Fiorentina effettuerà il seguente percorso:
ore 9.30 - inizio del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina dalla
piazzetta di Parte Guelfa, via Porta Rossa, Via Vacchereccia,
ore 9.45 - Piazza della Signoria, dove si unirà il Gonfalone di Firenze con
Autorità cittadine si percorrerà Via de’ Calzaiuoli, Piazza San Giovanni,
inaugurazione da parte del Sindaco della pavimentazione di via Martelli,
il Corteo proseguirà per via dei gori, Basilica di San Lorenzo.
ore 11.00 arrivo in Piazza San Lorenzo, Basilica e offerta dei ceri.
ore 11.30 Basilica di San Lorenzo, Borgo San Lorenzo, Piazza San Giovanni
Via Roma, Piazza della Repubblica, Via Calimala, Via Porta Rossa,
Piazzetta di Parte Guelfa.

In serata: bancarelle, lasagne e cocomero per tutti!

Alle 21.30 in piazza San Lorenzo concerto della Filarmonica “Gioacchino Rossini

mercoledì 1 agosto 2012

L’autoritratto di Benvenuto Cellini

Testo e foto di Roberto Di Ferdinando

Quando ammiriamo un’opera d’arte, in particolare una scultura, generalmente ci poniamo dinanzi ad essa, la osserviamo, la scrutiamo e ci soffermiamo essenzialmente sul suo lato anteriore, raramente, invece, le giriamo intorno, guardando anche il suo lato posteriore. Un esercizio da fare, per osservare ed apprezzare l’interezza dei monumenti, per non perdere alcune sfumature, particolarità e curiosità che rendono queste opere dei veri capolavori. Ad esempio, nella Loggia dei Lanzi (cosiddetta per via dei Lanzichenecchi, i soldati luterani, che nel 1527 qui sostarono sul loro cammino verso Roma) vi è l’elegante Perseo di Benvenuto Cellini (1500-1571), un capolavoro in bronzo che rappresenta l’affermazione del potere del Duca Cosimo I de’ Medici sull’esperienza repubblicana, qui ritratta con la testa recisa della Medusa. Il Perseo del Cellini è una scultura doppia, cioè racchiude due opere in una. Infatti poniamoci dietro all’opera, ed alziamo lo sguardo verso la nuca del Perseo, ricoperta di capelli, e l’elmo dell’eroe. Un gioco di contrasti rivela un volto umano, l’autoritratto del barbuto Cellini in una posa accigliata e contratta, l’opposto di quella slanciata del Perseo.
RDF

Il Perseo
lato posteriore del Perseo, sulla nuca è scolpito l'autoritratto del Cellini