lunedì 21 agosto 2017

21 Agosto - Le Murate - AZULEJOS DANZA

LUNEDI' 21 AGOSTO

    h 21:30 Danza

AZULEJOS DANZA

Flamenco Contemporaneo Orientale con Ivana Caffaratti e Manuela Rapi

Partendo dalla loro esperienza in vari generi di danza, le due danzatrici presentano un mosaico di danze che richiama culture diverse unite da un filo conduttore, un percorso nello spazio e nel tempo, dall’Asia alla Spagna attraverso il mondo arabo, che approda ad una visione contemporanea della Danza in cui i confini geografici e quelli stilistici si fanno sempre più sottili.
Azulejos Danza è composto da due danzatrici professioniste, una argentina e l’altra italiana, che iniziando tutt'e due da piccole con la danza classica in paesi lontani tra loro, hanno seguito percorsi diversi per incontrarsi poi a Firenze nell'ambito della Danza Araba dove hanno creato il Flamenco Contemporaneo Orientale, frutto della fusione delle loro esperienze nei vari generi di danza.

Ivana Caffaratti. Nata in Argentina, laureata in Psicologia all'Università Autonoma di Madrid, studia Danza Classica nel Teatro General San Martin a Cordoba, Argentina (1985-1990). Scopre la Danza Orientale nel 1997. Attualmente è danzatrice professionista ed insegnante a Firenze dove tiene corsi per tutti i livelli. Collabora con diversi gruppi musicali ed artisti in Italia ed in Spagna. Si dedica attivamente alla Danza Contemporanea e partecipa regolarmente a seminari di Danze Sacre di Gurdjieff, lavorando sulla coscienza e presenza a livello fisico, emozionale e intellettuale. Insegnante di Yoga diplomata presso l'Associazione Yoga Tradizionale di Swami Ambikananda Saraswati nel 2012.

Manuela Rapi. Danzatrice professionista e maestra di Flamenco, Danza Espressiva Araba®, classico spagnolo, Gypsy e Flamenco-Arabo. Laureata in Lettere a Firenze, insegna Flamenco dal 1995. Attualmente tiene corsi e stage di Flamenco Nuevo, scrive su riviste del settore e di Cultura Contemporanea e studia danza contemporanea. Ha studiato danza classica sin da piccola e si è formata per la danza spagnola nella più prestigiosa Accademia Flamenca madrilena e successivamente a Siviglia. Dopo il debutto al Teatro Rinnovati di Siena ed al Festival di San Gimignano nel 1991 con la Compagnia Italiana di Balletto Spagnolo di J. Fernando Hiram, danza nei principali festival, piazze e teatri toscani in gruppo e come solista. Dal 2005 si dedica anche alla Danza Orientale ed al Flamenco-arabo.
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Proverbio Toscano del Giorno

"La prima acqua d'agosto rinfresca il bosco"

domenica 20 agosto 2017

giovedì 17 agosto 2017

lunedì 14 agosto 2017

venerdì 11 agosto 2017

Villa La Quiete

"La Quiete che pacifica i venti"
Villa la Quiete, citata nel catasto fiorentino del 1427, deve il suo nome attuale all’affresco La Quiete che pacifica i venti, dipinto nel 1632 da Giovanni da San Giovanni. Acquistata nel 1432 dal capitano di ventura Niccolò da Tolentino, passò nel 1453 a Pierfrancesco di Lorenzo de’Medici. Il complesso rimase di proprietà dei Medici fino al 1561. In quell’anno Cosimo I assegnò l’intero edificio all’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, che lui stesso aveva istituito. Nel 1627 arrivò la granduchessa Cristina di Lorena, moglie di Ferdinando I de’Medici, e famosa per delle quattro Lettere Copernicane che  Galileo Galilei le indirizzò.
Nel 1650 la villa venne acquistata da Eleonora Ramirez del Montalvo, fondatrice della Congregrazione laica delle Ancille Minime della SS. Trinità. Che si era data il compito dell’educazione religiosa e della formazione culturale delle fanciulle fiorentine di famiglia nobile.
Su commissione della granduchessa Vittoria della Rovere, protettrice della Congregazione delle Montalve, nel 1688 fu costruita e consacrata la chiesa della villa.
Negli anni ’90 del 600 vennero eseguiti importanti lavori di ampliamento e la corrispondente realizzazione di ambienti di servizio come la ‘stanza del bucato’, il forno, il nuovo parlatoio, le stanze per le educande nonché il corridoio che collega il coro basso della chiesa con il parlatoio.
Tra il 1691 e il 1720 infine venne edificata la zona verso est che delimitava il prato dell’Educazione e negli anni 1712-20 si compiva l’ampliamento a sud e la realizzazione del primo cortile chiuso detto ‘della magnolia’.
Dal 1716 la granduchessa Anna Maria Luisa de’Medici, l’Elettrice Palatina figlia del granduca Cosimo III, assunse il patronato delle Montalve scegliendo La Quiete come luogo di villeggiatura e ritiro spirituale nei mesi estivi. Risalgono a questo periodo le sale affrescate al piano terreno e la sistemazione del giardino all’italiana, giudicato ancora oggi tra i giardini medici più belli e meglio conservati. 
[…] Con le soppressioni attuate dal governo dei Savoia nel 1864, villa la Quiete divenne di proprietà statale, ma le Ancille della SS Trinità poterono continuare a risiedervi e portare avanti la loro opera di istruzione delle fanciulle. Diversa invece fu la sorte del complesso di San Iacopo di Ripoli in via della Scala, la sede cittadina dell’educandato che, divenuto di proprietà del Demanio e destinato a divenire una caserma, dovette essere abbandonato dalle Montalve. Si rese così necessario un ampliamento della villa per poter ospitare le consorelle in città, le opere d’arte, gli arredi e i paramenti sacri che queste avevano portato con sé da via della Scala.
Fino alla prima metà del Novecento il Conservatorio Femminile de La Quiete, godette di un notevole prestigio, ma, a partire dal Secondo Dopoguerra, in seguito ai profondi cambiamenti della società, questa secolare istituzione ha in gran parte perduto le sue prime finalità subendo una drastica diminuzione di iscrizioni.
Dal 1992 tutta la struttura passa all’Università degli Studi di Firenze. Nel 2008 l’immobile è acquisito dalla Regione Toscana e gestito, sulla base di un accordo con l’Ateneo, dal Sistema Museale dell’Università di Firenze.
[…]”
(Tratto dalla brochure e dai cartelli per i visitatori della villa)